Rassegna storica del Risorgimento

1859 ; TOSCANA
anno <1936>   pagina <1096>
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Mario Puccionl
A chi imprenda una ricerca tra gli atti segreti del Ministero dell'Interno della Toscana (Polizia) dopo che ne ebbe assunta la direzione il barone Ricasoli appa­risce subito la diversità d'indirizzo seguito con metodo intelligente e decisivo, coadiuvato dall'opera del personale di polizia. Della quale erano i migliori colla­boratori i patrioti che avevan compiuto la rivoluzione: Se le cose vanno bene, è perchè il nostro partito è potentissimo, e li faccio lavorare da commessi di polizia: lavorano meglio dei Birri. La polizia de* cittadini è tremenda. Cosi scrive a mio padre il di 11 maggio 1859 il dott. Tonarelli, che sarà in seguito un ottimo prefetto della nuova Italia.x)
Si scorge in tutto il procedere una linea sicura, e, dopo che i prefetti grandu­cali furon posti a riposo e destituiti i gonfalonieri più retrogradi, la cooperazione efficiente di tutti i funzionari per render consapevole il Governo non solo dei fatti più minuti, ma segnatamente di quelli che potevano avere una importanza deci­siva. Ma quello che più sorprende è la meticolosa e precisa cura con la quale il Ricasoli, ministro dell'Interno, segue i numerosi rapporti dei suoi dipendenti, li coordina, commentandoli e dando loro un indirizzo concreto. Oggi che si stan radunando le lettere del maggiore uomo di stato che abbia avuto la Toscana dopo il 27 aprile per pubblicarle nuovamente in edizione nazionale, io sono stato così fortunato da ripescar le minute, del suo preciso carattere, relative a uno dei più gravi avvenimenti che nel giugno 1859 abbiano impressionato e la Toscana e l'Europa civile: voglio dire i rapporti sulla strage fatta il 20 giugno 59 dai mer­cenari papali nella città di Perugia, rivendicatasi in libertà dopo la vittoria delle armi alleate a Magenta, e poscia soffocata nel sangue da quelle che bisogna, senza esagerazione di parte, definire orde barbariche.
Leggere i rapporti e le lettere del Ricasoli costituisce il miglior mezzo per dimostrare la verità del mio asserto.
Ecco quanto sta scritto in proposito. Dico subito che il Prefetto d'Arezzo Francesco Doni fu un patriota della vigilia, buon funzionario, e letterato distinto, che servì coscienziosamente il Governo.
13. - Archivio di Stato di Firenze 1070 - 520 Ministero dell'Interno Polizia Affari in corso 1859.
Sul rapporto del Prefetto d'Arezzo Doni, a S. E. il Ministro dell'Interno in data 23 ghi­gno 1859 e relativo alle stragi di Perugia e all'ospitalità data ai Perugini recatisi ad Arezzo, oltre che alla richiesta d'armi per Arezzo, Borgo S. Sepolcro, Cortona, Monterooi, in margine alla pratica sta scritto di carattere del barone Ricasoli: ce Al Prefetto d'Arezzo. Il Governo sente con piacere le notizie di cotesta città, fa plauso all'omaggio fatto alla Principessa Bonaparte
I) Coniar. Lettera 29 a p. 107 del Puccioni.