Rassegna storica del Risorgimento
1859 ; TOSCANA
anno
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1936
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pagina
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1097
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Ricercando negli Archivi del Ministero dell'Interno detta Toscana, ece. 1097
Vedova V alea tini e all'ospitalità data agl'italiani di Perugia, che sono degni di affetto e di pietà. Domani sarà provveduto alle armi. Era già scritta una mia uiinist erialc all'arrivo del suo telcgram* ma. Si aspetta la storia richiesta.
23 giugno Ricasoli.
Nell'istesso inserto trovasi la minuta autografa della seguente lettera del Ricasoli:
14. - Ministero del l'Interno-Al Prefetto di Arezzo-111.mo Signore,
Mia, ieri sera, per disposizione telegrafica mi annunziava come si trovassero dispera d'animo gli abitanti di cotesta città, al seguito dei fatti abbominevoli commessi dalle milizie pontificie in Perugia, e insieme mi accennava alla necessità di truppe. Io replicai investendola di quel potere straordinario che circostanze gravi possono giustificare e trovano appoggio nella fiducia die il Governo ripone in Lei e nella saviezza dei cittadini. Permisi altresì, quando Ella lo creda necessario, di armare un numero di scelti cittadini onde l'ordine pubblico resti tutelato contro tutto che intervenisse a turbarlo, e contro tutti che volessero turbarlo.
La relazione scritta pervenutami oggi si estende in quei particolari che tennero alcun tempo preoccupati gli animi in cotesta città, nella giornata d'ieri.
Il Governo conferma con la presente officiale quanto trasmetteva per via telegrafica, cioè i poteri straordinari a Lei provvisoriamente già conceduti in vista delle speciali circostanze in cui trovasi cotesto compartimento, attesa la prossimità delle Provincie Romane. Dà puro a Lei facoltà, quando lo stimi buono, d'armare una scelta di cittadini previo, giuramento ad essi deferito di tutelare l'ordine e di restituire le armi e sciogliersi appena il Governo stimerà non più necessaria la patriottica opera loro.
Il Governo nel confermare a Lei queste facoltà straordinarie ha inteso piuttosto di usare un atto di previdenza governativa per star parato a qualsiasi contraccolpo e a qualunque eventualità, di quello ebe far mostra di consentire a reali ragioni di timore. Egli bene si rende conto di quali impressioni dovessero esser cagione sugli animi toscani gli avvenimenti maturatisi in Perugia; ma insieme pensava che sorpassata la prima concitazione, sarebbesi fatta strada a buone e solide riflessioni che guidassero a legare un patto ancor più forte per la concordia e la quiete diretta al grande scopo di un1 Italia forte. Il perchè chiaramente mostrano i fatti di Perugia gl'Italiani oramai dovere sperare in loro soli, e riusciranno, se trovatisi d'accordo, e non può essere che non si trovino, sul fine di avere una sola Patria, una sola Nazione per tutti; sarà quando per essi religiosa credenza poterlo conseguire, solo mercè l'ordine serbato intatto, e la guerra combattuta senza riposo. Questi presentimenti il Governo ha fiducia non andranno errati, e ritiene che il prossimo rapporto di V. S. 111.ma porterà le notizie che gli animi si dirigono verso la calma, senza però riporre niente delle buone disposizioni e forti risoluzioni, quando il Governo ve li richiami.
Conviene spiegarsi sull'argomento delle forze armate per la tutela dell'ordine. Parlano delle forze armate le deliberazioni di due magistrati di Arezzo e di Cortona. Il sig. Tonietti i) mi ha scritto una lettera in proposito; mi è occorso di vedere una lettera del sig. Onesti diretta allo stesso oggetto: anzi questi soggiunge che i belli articoli del Monitore non bastano a far la forza quando bisogna. Io sono inclinato a far plauso a tutti, per lo meno per la loro buona intenzione. Tutta volta tutti peccano, nel supposto di dir cosa nuova al Governo, di recar a lui una notizia inattesa. Questo èli vizio in Toscana: che solo quelli che stanno in piazza sanno governare, e chi va al Governo, se era supposto che il sapesse prima, poco dopo è fatto imbecille. Io
1) Prof. Francesco.