Rassegna storica del Risorgimento
1859 ; TOSCANA
anno
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1936
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pagina
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1099
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Ricercando negli Archivi del Ministero delVInterno della Toscano, ecc. 1099
A tal fine si sono raccolti qnanto più ai è potuto documenti e narrazioni a compimento e riscontro dei quali ni prega l'È. V. a volersi compiacere di comunicare a questo segretariato generale quei ragguagli che dalle autorità politiche debbono essere s tu ti indirizzati al Ministero dall'E. V. degnamente governato.
Mi confermo con tutto l'ossequio lì Segretario Generale
C, Bianchi.
Li 27 Giugno 1859.
Iìa narrazione delle stragi di Perugia fu spedita al Ministero dal Prefetto Doni, e si basò sopra il racconto inviato per mezzo d'un espresso dal cav. Francesco Guardabassi, illustre capo della emigrazione perugina in Toscana e membro del Governo provvisorio. Fu però controllata esattamente dal Prefetto di Arezzo. Il quale aveva il 23 giugno 59 a ore 9,40 pom. spedito il seguente telegramma al Ministro dell* Interno:
16. Questa città tranquilla, ma piena d'emigrati perugini, tra i quali S. E. la Principessa Bonaparte, ved. Valentin!, che è stata accolta con solenni manifestazioni di pubblica simpatia* ed ossequiata personalmente da me e da una deputazione municipale. Una commissione si occupa di formare una Guardia di Sicurezza sulle basi tracciate dal telegramma ministeriale d* ieri. Frattanto potrebbe il Governo mandare delle armi di cui si manca affatto. Per qua mi occorrono almeno 300, 200 per Borgo S. Sepolcro, 150 per Cortona, 50 per Montcrchi. L'espresso da Perugia è tornato soltanto questa sera. Colla posta di domani l'istoria richiesta. Delegato pontificio tornato al posto. Tregua alle immanità. Carceri piene. Il presente in luogo del giornaliero rapporto che non è stato possibile compilare per assoluta mancanza di tempo.
Doni.
Il Monitore Toscano pubblicò nel 27 giugno 59, n. 157 la notizia delle stragi, quale il Prefetto d'Arezzo ebbe a inviare al barone Ricaso li, il quale di sua mano, in lapis, fece la sostituzione di milizie pontificie in luogo di milizie svizzere, come la relazione portava. Io ho aggiunto, volta per volta, in corsivo, e tra parentesi la sostituzione. Noto anche che la relazione suddetta fu in gran parte riportata anche in quella esauriente e dotta pubblicazione edita dal dott. Giustiniano Degli Azzi, LHnsurrezione e le stragi di Perugia, p. 246, nota
Credo utile riportare integralmente la relazione Doni, che non comparve mai completa, ma che ebbe diffusione in tutto il mondo civile, destando raccapriccio per i misfatti compiati dai mercenari. La storia è storia; e i nomi e cognomi dei trucidati fan fede della verità, e trovano anzi un riscontro in una relazione in atti non firmata, ma che ha in principio la intestazione, certamente di carattere del Ministro Salvagnoli: Fatti di Perugia. Forse il Ministro degli Affari Ecclesiastici se ne dev'esser valso per redigere la mirabile circolare ai Vescovi della Toscana che io pubblicai per primo su La Nuova Antologia del 1 aprile 1929 e che riportai nel mio libro sul Ricasoli a p. 201. Concisa, ma precisa definizione della differenza tra potere temporale e spirituale, sicura previsione delle fatali conseguenze che la confusione dei duo reggimenti avrebbe
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