Rassegna storica del Risorgimento
1859 ; TOSCANA
anno
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1936
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pagina
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1101
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Ricercando negli Archivi del Ministero dell'Interno della Toscana? ecc. 1101
dalla città per la porticciola dell'orto di quel convento; altri popolani armati che guardavano u posto detto Frontone, inteso il combattimento che presso loro avveniva, rìtiraronsi per riunirai con altri che custodivano la Porta S. Piero all'interno della città: vuoisi per opera di un frate domenicano fossero gli svizzeri (pontifici) istruiti che nell'orto dei religiosi si trovavano riuniti dei popolani armati.
Frattanto la maggior forza della truppa si avanzava, e prendeva posizione presso Porta S. Piero; anche qui gli svizzeri (pontifici) si condussero brutalmente, in quantochè mentre tentavano di atterrare a colpi di cannono la porta della città, e facevano cadere ncll* interno di essa alcune bombe, danneggiarono al di fuori i vicini abitati, ponendo a fuoco e sacco la casa del possidente Santarelli, ove non trovarono alcuno, e quelle del Serafini abitata dal palaiolo Casati, la di cui moglie venne trucidata, e vietando con minacce la estinzione dell'incendio: vuoisi anche che i coniugi Nusti rivenditori di vino, ed altre donne con fanciulle venissero uccise fuor della Porta di S. Piero.
I perugini disperati della difesa e volendo risparmiare mali maggiori olla città, deliberarono allora di cedere, ed in questo intendimento una bandiera bianca veniva collocata sulle mura corrispondenti alla Porta S. Piero, mentre intanto nell'interno della Città, si chiudevano tutti i negozi, e la popolazione cercava di assicurarsi nelle domestiche mura: ciò avveniva poco dopo le 7 pom. Cessò per qualche momento il fuoco, e la porta tosto si apriva. Gli svizzeri (pontifici) fecero il loro ingresso con scariche di fuoco; si assicura che il fuoco dei militari si rinnovò allo istante contro due impiegati addetti alla esazione delle gabelle, i quali vennero tosto fucilati: una fanciulla che per imprudenza erasi posta al balcone rimase vittima di un colpo di fucile appena entrati cominciarono il saccheggio senza distinzione in tutto il borgo di S. Piero; i deputati municipali scendevano intanto per parlamentare col Comandante, ma il segretario del Comune che li precedeva con bandiera bianca, essendo rimasto ucciso in una scarica di fucilate à loro dirette, dovettero salvarsi colla fuga. Durante il saccheggio del Borgo S.Piero furono commesse delle enormità inaudite; si assicura che la famiglia del fabbro Lazzerini composta di esso, della moglie e della vecchia madre venne barbaramente trucidata sul pretesto che dalla loro casa facevasi fuoco contro la truppa; che anche il tabaccare Francesco Buonromei e la di lui moglie, dopo esser stati derubati, venivano uccisi; che al possidente Temperini, nomo di avanzata età ed inerme, rubarono oggetti preziosi e oltre 4000 scudi in contanti, e che poi tagliarono ad esso due dita delle mani, e gli uccisero due fanciulle sue inservienti; nella casa di certo Polidori uccidevano con tre colpi di fucile la modista Tieri mentre pregava la soldatesca a rispettare il pudore di alcune fanciulle della sua scuola, una delle quali rimase ferita in un ginocchia dalla esplosione; aggiungi che la Tieri, dopo uccisa, venne gettata dal balcone nella strada.
Anche alla Locanda Storti, dopo la devastazione di tutto il mobiliare, furono uccisi il Padrone, il cameriere ed il garzone, che vennero poi rovesciati nella sottoposta strada, mentre la moglie del locandiere potè salvarsi coll'aiuto di una famiglia americana ivi alloggiata, la quale sembra si facesse rispettare, protestando in nome della sua nazione; dicono che anche l'ebanista Fabbretti venisse ucciso nella propria casa sotto gli occhi della moglie, e che simultaneamente uccidessero la giovane ostessa Crociani nella sua bettola*
Nella piazza e nella via del Corso proseguirono a commettere le stesse enormità, raccontandosi che percorrevano la città con continue scariche di fucile, esplodendo contro le porte delle case e delle botteghe; si assicura che veniva incendiato il Caffè di Alessandro Amari e che vi si uccideva un disgraziato imbecille; anche un altro caffè di tal Secondi venne distrutto a causa del Baccheggio. La farmacia di Sebastiano Bellucci, che rimase aperta a soccorrere i feriti, venne intieramente devastata; si vuole che restassero rispettati, perchè appartenenti a persone d'intelligenza col comandante militare, i palazzi Baldeschi, Menzioni, Rossi Scotti; nel saccheggio del palazzo Ranieri fu ucciso il guardaportone, e poco distante da quello, incontrarono la stessa sorte due donne che si dirigevano verso la Porta Nuova,