Rassegna storica del Risorgimento

1859 ; TOSCANA
anno <1936>   pagina <1104>
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Mario Puccioni
9 m *
È nota l'aspra e lunga polemica che F. D. Guerrazzi sollevò per essere stato compreso nell'amnistia promulgata dal Governo provvisorio dopo il XXVII aprile, e per non aver voluto far ritorno in Livorno se non dopo che un diverso provvedimento fosse preso ne' suoi riguardi. I Triumviri, sovraccarichi di lavoro non trovarono altra forma per i condannati politici, che di promulgar l'amnistia, pur volendo scernere i patrioti da altri che non meritavano trattamento benevolo* L'amnistia del resto accettarono Montavelli e Mordini insieme a lui condannati. Contro il barone Ricasoli il grande Livornese spiegò tutto il suo livore anche per questo motivo. Ma il rapporto del Governatore di Livorno, come la risposta autografa che ho rinvenuto negli atti del Ministero, mostrano quanto il Presi­dente del Governo della Toscana fosse stato ne' di lui confronti logico e corretto
21. - Ministero dell'Interno - Polizia 1859 Affari in corso - n. 1420. Governo Civile e Militare di Livorno.
Eccellenza,
Guerrazzi si propone restituirsi in breve a Livorno, e fissarvi la sua dimora. Di ciò è inteso questo Governo per notizie accertate.
Stimo opportuno di preannunziarlo alla E. V. anche per il caso che Ella riputasse di ema­nare istruzioni da servirmi di norma al momento che detto Guerrazzi, sarà per sbarcare.
Coi sensi della più distinta considerazione devino servo
Annibaldi Biscossi.
27 agosto 1859 - A S. E. Ricasoli.
22. (minuta) Al Governatore di Livorno,
IH.mo Signore, 28 Agosto 1859.
Nessuna opposizione intende fare il Governo al ritorno in patria dell'aw. F. D. Guer­razzi. Egli è compreso nel decreto d'amnistia emanato dal Governo provvisorio, ed UBB di un suo diritto venendo a Livorno. Vero è che il decreto di amnistia esigeva una formale dichiarazione del Tribunale competente; ma come non s'impose questa formalità al Montanelli e ad altri, cosi sarebbe odioso l'imporla oggi al Guerrazzi. Il Governo non vuole preoccuparsi menomamente del suo ritorno in Toscana, persuaso com* è che il trattarlo alla pari di ogni altro cittadino sia il solo sistema ragionevole da seguirsi. Intende per altro che il suo arrivo non dia occasione ad alcuna dimostrazione popolare, e di questo Ella prevenga le persone più influenti e lui stesso, se occorra. In seguito, ove gli atti del Guerrazzi non fossero tali quali ho ragione di sperarli, provvederemo altrimenti.
Tanto per sua norma, mentre mi pregio di professarmi dev.mo
[Ricasoli].