Rassegna storica del Risorgimento
1859 ; TOSCANA
anno
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1936
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pagina
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1105
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Ricercando negli Archivi del Ministero dell'Interno della Toscana, ecc. 1105
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Il barone Ricasoli dette costantemente opera a che dai giornali non si man* casse al dovuto rispetto alla Religione e al suo Capo, e richiamò frequentemente 1 dipendenti a far rispettare questo postulato della sua amministrazione.
E perciò d'importanza speciale questa Circolare, minutata da lui che inviò il 3 ottobre 1859 ai Prefetti della Toscana e che io ho ritrovato nel fascicolo degli atti del Governo, e che è conforme all' indirizzo assunto dal Governo Fascista.
23. - Ai Prefetti della Toscana,
Il Governo fedele esecutore della saviezza del Paese ha lasciato alla stampa, in quest tempi difficilissimi, la libertà per giovare e non per nuovere alla causa Nazionale. Molti organi della stampa corrisposero all'aspettativa, comprendendo la gravita della situazione delle cose, sostenendo gli animi con pensamenti maturi, e ispirando nobili sentimenti. Cosi non hanno fatto pochi giornali umoristici, i quali credono che gli scherzi siano salde ragioni, e che certe passioni corrotte siano virili affetti di cittadini integerrimi.
Uno dei loro abusi, che il Governo non ha mai tollerato ed anzi ha sempre represso, fu la polemica invereconda peggiorata da sconce imngini che vanno a ferire la venerata persona del Pontefice Romano. Se i provvedimenti presi fino ad ora non hanno riuscito affatto ad estirpare questo abuso, il Governo ne prenderà dei più efficaci. La religione non deve immischiarsi della politica, l'esame del Governo temporale romano non deve deturparsi col vilipendio del Capo della Chiesa Cattolica Romana, e la discussione sui modi di avvantaggiare la causa nazionale non deve farsi con modi scurrili e immorali che disonorano la nostra civiltà e offendono le credenze religiose della maggioranza dei cittadini.
Questi non sono tempi di leggerezze, e il riso suscitato sulle cose e sulle persone sacre è riprovevole leggerezza.
Noi dobbiamo ricercare nella serenità dei ragionamenti la censura formidabile dei cattivi governi; ma guarderemo che la leggerezza e la pravità non errino scapestrate per attristare i buoni, e per dar pretesto agli ipocriti di calunniare la nostra impresa nazionale che è legittima, di calunniare la nostra morale che dal rispetto della virtù e della religione trae la forza indefettibile del buon viver civile.
H Governo confida che la S. V. HLma persevererà nella vigilanza, ma ciò non basta, è mestieri eziandio di proibire assolatamente ai giornali umoristici qualunque polemica e immagine allusiva alla venerata persona del Pontefice Romano, alla religione cattolica romana, nonché ad ogni altra religione ed ai Ministri di ciascuna. Ogni trasgressione dev'essere subito punita dalla S. V. Hl.ma quando per il suo trascorso non cada sotto la procedura ordinaria.
Questo sia detto per i giornali che si stampano in Toscana, quanto a quelli che vengono di fuori, guasti di tali macchie, la S. V. ne proibirà l'esposizione al pubblico e il privato smercio*
Il Governo è certo della vigilanza che la S. V. Ill.ma sarà per adoperare, quanto è certo che la cessazione di tali abusi avrà l'approvazione del Paese;
Mi pregio ecc.
fRicasoli]