Rassegna storica del Risorgimento
1859 ; TOSCANA
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1936
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Mario Puccioni
Occorre ricordare che Bartolommeì e La Farina rappresentavano la Società Nazionale a Firenze, ma che Cavour aveva imposto loro di tener segreta la cosa a patto di rinnegarli, come Pietro, se occorreva.
... Parla di diversi tentativi e diverse opinioni dei conservatori e degli aristocratici per conservare il Governo granducale e convincerlo ad unirsi al Piemonte in una probabile guerra a seconda dei consigli di Cavour, che suggeriva di fare abdicare il granduca in favore del figlio, sicuro che Ridolfi avrebbe accettato di esser ministro del nuovo sovrano. Cavour stesso nel 19 febbraio aveva scritto al Bartolonunei domandandogli una dimostrazione (p. 191 del libro Gioii) in favore di una alleanza col Piemonte; ma nei primi di marzo diffidò La Farina di promuovere dimostrazioni di piazza e ottenne dai conservatori di autorizzare la stampa come manifesto di una lettera da loro inviatagli, unitamente al libro Toscana ed -Austria.
La Farina per altro aveva già manifestato la sua stanchezza a proposito di quei tempo-reggiamenti e nei primi di marzo aveva mandato al Bartolommci istruzioni ufficiali della Società Nazionale perchè fosse effettuata la rivoluzione. In ogni modo la diplomazia di Cavour jlsi:'lÌEBÌtò ad assicurarsi l'adesione della Toscana per la prossima guerra.
Il 24 aprile, giorno dell'ultimatum austriaco al Governo di Vittorio Emanuele, il Governo toscano rifiutò di unirsi al Piemonte. Allora tutta l'aristocrazia fiorentina ed i conservatori (che l'autore nomina in una lunga fila di nomi) si dettero da fare a persuadere il Baldasseroni di convincere il Governo toscano, ma inutilmente. Ih una ultima adunanza fu addirittura scartato il programma di una rivoluzione di piazza. Non era nell'indole di Bicasolilo scendere in piazza con urlanti patriotti e rifiutò di far parte alla proposta rivoluzionaria. La mattina di poi, prestissimo, partì per consigliarsi con Cavour. Arrivato a Livorno ricevè questo dispaccio: IZ granduca non abdica, parte scortato. Ritorna immediatamente. Rispose: Deciso continuare viaggio.
L'autore continua a narrare le tergiversazioni del Ricasoli.
Intanto i seguaci del Bartolonunei e Doifi, temendo le mene dei conservatori, si presero 1* incarico importante di sedurre l'esercito. Non vi fu corruzione di sorta, e con belle parole, esaltanti il patriottismo delle truppe toscane a Curtatone e Montanara, Fautore fa la storia della magnifica giornata del 27 aprile a Firenze, citando spesso il mio libro.
Dopo aver detto che il Ricasoli fu il Dittatore del Governo provvisorio in Toscana e il Bartolonunei il Gonfaloniere di Firenze, prende a parlare delle lotte dei separatisti e fautori della restaurazione granducale e quindi del protagonista del libro, fino all'annessione al Piemonte (e non vassallaggio) attraverso il plebiscito a.