Rassegna storica del Risorgimento

1867 ; LEGIONE ROMANA ; GHIRELLI GIOVANNI FILIPPO
anno <1936>   pagina <1112>
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Renzo U. Montini
Su questo dato di fatto si basò il conte Gian Filippo Ghirelli effetti* vamente ex-sergente pontificio, ma poi ufficiale garibaldino durante la spedi­zione di Sicilia e maggiore di fanteria nell'esercito regolare italiano il quale, non appena cominciò a delincarsi, nell'autunno del 1867, la spedizione garibaldina contro lo Stato della Chiesa, pensò di mettersi a capo di un reparto di emigrati romani coi quali entrare nello Stato del Papa e sollevare le popolazioni contro il Governo pontificio, illudendosi di poter evitare in tal modo in base alla Convenzione settembrina la possibilità giuridica di un intervento militare francese.
Pertanto, verso la metà del settembre, quando le prime bande di volon­tari cominciarono a costituirsi e a Terni si stabilì il quartiere generale dell'inva­sione garibaldina Capo di Stato maggiore del costituendo esercito fu il generale Nicola Fabrizi, presidente del Comitato d'azione ternano il Sestini il Ghirelli rassegnò le sue dimissioni dal grado da lui ricoperto nell'esercito italiano e si trasferi appunto a Terni, dove aperse gli arruolamenti per quella che egli chiamò Legione Romana .
A proposito di questo nome, non è inutile rammentare che anche nell'eser­cito pontificio esisteva una Legione Romana o Franco-Romana, su 11 com­pagnie (1096 uomini, secondo il Rapporto Kanzler),1) comandata dal tenente colonnello conte Carlo d'Àrgy; formata di volontari francesi il cui servizio nello Stato pontificio fu, almeno in un primo tempo, considerato equivalente agli effetti della ferma, al servizio militare prestato in Francia essa è più nota col nome di Legione d'Anttbo o Antibojna dal luogo della sua costitu­zione, e si battè onorevolmente nel corso di tutta la campagna.s)
Tornando al Ghirelli, egli riuscì a radunare in Terni circa 800 uomini, quasi tutti, invero, emigrati dallo Stato pontificio, e ne assunse il comando, diramando verso la metà di ottobre il seguente ordine del giorno:3)
Ufficiali, Sott'TIfficiali e Soldati della Legione Romana 1 Romani; io vado superbo di assumere il comando che la fiducia dei miei cittadini mi ha conferito, e mentre mando un addio dal cuore a quel battaglione dell'eroica brigata Piemonte
1) KANZLEH, op. cit., p. 8.
2) Ciccorrann, op. cit., pp. 20-22 e passim.
3) BATTISTA, op. cit., pp. 9-10. Il 16 ottobre la notizia della costituzione della legione fu riportata largamente dalla stampa italiana con parole encomiastiche, di qualunque colore fossero i giornali, sia governativi come La Nazione o del partito d'azione, come La Gazzetta del Popolo. Tatti annunziavano che della legione facevano parte anche il principe di Piombino figlio , due fratelli Vannutclli ed altri giovani delle primarie famiglie romane. Il 17 la Iti/ormo, organo del Comitato centrale di soccorso, citava cosi il corpo del Ghirelli nel bollettino ufficiale dell'insurrezione romana: Una legione di emigrati romani è uscita in campo anche essa obbediente alla comune unita di direzione. La comanda il romano Ghirelli con altri distinti ufficiali romani tutti x. L'Opinione di Firenze del 15 ottobre dedicava poi il suo editoriale a que­gli ufficiali dell'esercito, romani di nascita, che lasciavano con regolari dimissioni 1 esercito per correre volontari nel Lazio e vivamente li elogiava: il Ghirelli non è nominato, ma è evi­dente che l'articolo 6 scritto per lui.