Rassegna storica del Risorgimento
1867 ; LEGIONE ROMANA ; GHIRELLI GIOVANNI FILIPPO
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1936
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1113
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Un episodio poco noto della campagna del 1867 1113
che Bino a ieri ebbi l'orgoglio di comandare, in nome vostro e mio prometto agli antichi compagni d'arme dell'esercito regolare che la Legione Romana sarà degna di raccogliersi in un prossimo giorno sotto la comune bandiera: quella bandiera che nel nome d'Italia e Vittorio Emanuele corse vittoriosa da Marsala a Gastelfidardo e che ora andiamo a piantare in vetta al Campidoglio.
Non vi parlo di fatiche e di stenti, leggieri sempre a chi combatte per la patria 1
Non vi ricordo che l'ordine, la disciplina, la subordinazione sono, più che una virtù, doveri pei soldati della libertà.
Il maggiore Luigi Gulmanclli uscito anch'esso dalle gloriose file dell'esercito e comandante H primo battaglione della Legione, nei giorni difficili della organizzazione mi ha già dato prove della sua abnegazione e della sua intelligenza: a nome della patria che muoviamo a liberare io lo ringrazio.
La via che dobbiamo percorrere è sacra al nome romano, vi troveremo a guida le orme gloriose di quei padri nostri, che dettarono al mondo la ragione della civiltà.
Noi dobbiamo rammentare ancora una volta agli stranieri che l'Italia è degli Italiani, e che mal si affida chi presumesse imporci a Roma il fidecomxncsso della reazione e dell'oscurantismo.
Noi non dichiariamo la guerra agli altari; ma vogliamo infrangere il connubio impuro di due poteri che la ragione ha creati e vuole distinti, e che confusi corrompono e deturpano la fede.
Ufficiali, Sott'Ufficiali e Soldati!
Io conto sopra di voi; voi contate su di me !
Viva l'Italia Viva Roma. Il Comandante
G. F. Ghirelli
In. quest'ordine del giorno, a parte i fiori retorici del connubio impuro e della fede corrotta e deturpata dall'esercizio del potere temporale fiori di stagione è interessante l'accenno ai giorni difficili dell'organizzazione. Infatti il Ghirelli, che dal Comitato centrale di soccorso sito a Firenze aveva avuto, com'egli stesso dichiara,*) tutto l'appoggio morale e materiale per la formazione della Legione Romana , ebbe osteggiata invece la sua attività dal Comitato di Terni, in.mano come s'è detto del FaBrizi. Infatti, non solo si cercò impedire, o almeno di ritardare, l'armamento e il munizionamento della legione, non solo il Quartiere generale reiterò più volte in pochi giorni la domanda che il Ghirelli ponesse a disposizione del Faforizi o dell'Acerbi allora acquartierato a Torre Al fina due o trecento dei suoi soldati, ma si arrivò sino a frapporre ogni sorta di ostacoli ad un ulteriore aumento degli effettivi della legione e a svolgere nel suo seno a mezzo di veri e propri agenti provocatori un'azione disgregatrice che non sfuggì neppure da calunnie e da incitamenti all'insubordinazione.
1) GHXREZXI, op, ci*., p. 9. H Comitato centrale di soccorso, alla metà di ottobre era costituito da Giorgio Pallavicino, Francesco Crispi, Benedetto Cairoti, Luigi La Porta, Antonio Oliva Filippo De Boni e Luigi Miceli, e aveva sedo in via degli Archibugieri. Più tardi fu sciolto dal ministero Menebrea.