Rassegna storica del Risorgimento

1867 ; LEGIONE ROMANA ; GHIRELLI GIOVANNI FILIPPO
anno <1936>   pagina <1114>
immagine non disponibile

1114
Renzo U. Montini
Che tutto ciò non fosse fantasia di spiriti esaltati, chiaramente prova il carteggio di cui riproduciamo le parti che riguardano il Ghirelli inter­corso fra il generale Fabrizi e Francesco Grispi.
Scriveva infatti il Capo di Stato maggiore generale, in data 13 ottobre:
Caro Ciccio,
quando mi parlasti del Corpo che Ghirelli dóvea organizzare mi dicesti che era affare fuori di ogni ingerenza nostra, e che traeva per ciò mezzi suoi ed armi d'altra origine. Avvisami subito, anco, se occorre, telegraficamente, se questa è la esatta verità.
Mentre sai in quali strette ci troviamo, dopo il loro arruolamento tumultuario, oggi dicono che fu inteso con loro di fax loro dare armi, e le dimandano.
Risposta.
E lo stesso giorno ritornava in argomento:
Caro Ciccio,
Bada. La così detta Legume Romana non è senonchè un tranello per servire all'ambizione di due o tre individui eterogenei, quali il Ghirelli, e socii, entro cui di Romani, cioè delle Provincie pontificie ve ne sono una ventina; il resto si prende coll'associarsi l'ambizione e l'interesse di terzi. Le istruzioni che danno i capi sono da ricordarsi che la dipendenza è assoluta ed unica, ai capi stessi; ne ciò sarebbe male, quando non s'intendesse che essi vogliono eliminare ogni superiorità a loro. Oltre il prendere tutto ciò che era presente, ieri sera aprirono un arruola­mento pubblico alla locanda, che dispiacque al S. Prefetto; creduto fatto nostro. Quella gente tende a dominare il moto, e forse a limitarlo, giusta le viste del Comitato Nazionale di Roma e consorti, a creare un dualismo. Bisogna far sospendere loro i mezzi limitandoli al bisogno di un mille uomini, che È la forza ammissibile in un corpo volante. E invece bisogna convergere tutti i mezzi disponibili al centro nostro, ove bisogna pure render moralmente predominante l'elemento organico politico militare, onde concertarvi un andamento positivo.
E qui pure debbo avvertire, che ieri dopo lo tua partenza potei scorgere un certo tal quale eccitamento, di cui forse oggi potrei smentirmi, ma che mi die a supporre un po' di volontà di monopolio locale. Intendi che parlo del Comitato. Infatti credo che la corrente verso Ghirelli e Cni aia stata favorita dal Comitato per sbrigarsi in qualunque modo del personale presente. E non vorrei che vi andassero anche le armi nostre. Oggi vedrò come vanno le cose. Se pren­dono sesto e direzione, bene, se no verrò di corsa ad intendermi teco o con pochi mici sul da farai.
E nel poscritto:
Ti replico che la cosiddetta Legione Romana è di tutt'altri che romani, dimanda armi-ai noi, ciò che fa di bene è di mantenere la gente, che non credo possano essi conservare.
i) Cfr. T. PAIAMBWCHX-CWSM, Carteggi politici inediti di Francesco Crispi (1860-1000). Roma, rUniverselle, 1912. Documenti un- 212 (Fabrizi a Crispi), 213 (Fabrizi a Crispi), 219 (Crispi a Fabrizi).