Rassegna storica del Risorgimento
1867 ; LEGIONE ROMANA ; GHIRELLI GIOVANNI FILIPPO
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1936
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Renzo U. Montini
a cui avrebbero dovuto seguire Più vestimento di Viterbo e di Civita Castellana *> con la speranza che un esito fortunato di queste operazioni potesse determinare rinsurrezione del Viterbese e della Comarca. Inutile dire che anche il piano trovò le più. recise opposizioni, motivate dal fatto che Giovanni Acerbi, dopo aver più volte preso e riperduto Acquapendente, preparava la marcia su Viterbo, la quale doveva aver luogo, con esito disgraziato, il 25 ottobre, *) e non si voleva che il Ghirelli, malvisto e sospetto, togliesse il merito dell'impresa ad uno dei capi più in vista del movimento garibaldino: anzi, a colui che con grado di generale aveva il comando delle operazioni nel Viterbese e titolo di prò dittatore. D'altra, parte, al Quartiere generale non si voleva neppure che la Legione Romana operasse indipendentemente del corpo di Menotti Garibaldi, il quale, incaricato dell'invasione della Comarca, sino dal giorno 5 aveva passato il confine pontificio a Passo Corese e, dopo un'alternativa di successi e di sconfitte fra Nerola e Montelibretti, si disponeva a sostenere l'attacco che il tenente colonnello de Charette, comandante dei pontifici nella zona di Tivoli e della Comarca, sferrò effettivamente il giorno 18, riuscendo a battere dopo due ore di combattimento accanito la piccola colonna del primogenito dell'Eroe.
Finalmente, dopo lunghe discussioni e quando già il Ghirelli disperava della riuscita, la sera del 15 ottobre il generale Fabrizi gli faceva pervenire la seguente lettera:
Sull'otto di allontanarmi per poche ore le comunico clic il signor tenente colonnello l?ri-gyesy resta incaricato in mia vece delle disposizioni militari presso questo Comitato di Terni;
') Dal Comitato insurrezionale di Civita Castellana il Ghirelli ricevette a Nomi la seguente lettera che reca la data del 16 ottobre: Stato forza: una compagnia linea di 100 individui circa, più gendarmi n. 20.
Le istruzioni del Governo pontificio al Comandante la Piazza sono in caso d'invasione, chiudersi al forte ove hanno provvigioni per giorni 3 o 4, ed in detto luogo in caso di aggressione difendersi forte sprovvisto affatto d'artiglieria riattivati ponti levatoi che rendono impossibile un colpo di manospirito della popolazione buonosi eccettuano alcuni individui ai quali si addice il vero titolo di brigatiti, che se ne farà menzione lorchè si darà dettagliata risposta alle dimande rimesse.
Si ritiene ora momento opportunissimo per eseguire invasione, essendo il partito retrogrado convinto della caduta. Necessiterebbe conoscere l'ora ed il giorno preciso dell'ingresso, onde mandare lungo la via stradale persone di fiducia che daranno informazioni precise dello stato in cui si troverà la città ed il forte. La parola d'ordine che noi diamo per riconoscerci Orte, Gallese . La parola d'ordine è necessaria per spedire incontro persone di fiducia, mentre tutte le notti si spediscono da questa piazza alcuni esploratori.
Non occorre rammentare, precisare la strada che percorreranno per qui giungere. Il capitano comandante il forte, Papi Carlo, militò nel 1848 nel Veneto. Il capitano comandante la Compagnia Cerbara, Testa- Il tenente dei gendarmi, Morettini. Nel forte vi Bono circa 200 detenuti per delitti comuni. Il Comitato .
Consimili rapporti pervennero al Ghirelli anche da altri centri minori della zona.
Z) Come : è risaputo, l'Acerbi riuscì poi ad occupare Viterbo il giorno 28, allorché il Comando pontificio, dopo la sconfitta di Monterotondo, concentrò tutte le forzo di cui disponeva a coprire la Capitale, in atteso dell'arrivo del corpo di spedizione francese.