Rassegna storica del Risorgimento

1867 ; LEGIONE ROMANA ; GHIRELLI GIOVANNI FILIPPO
anno <1936>   pagina <1119>
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Un episodio poco noto della campagna del 1867 li 19
la * prego quindi di avvisare il medesimo del movimento do lei dicltiarato a Ortc perchè ritengo che Ella non. mancherà di eseguire nella none di domani, giunta l'intelligenia stabilita.
Il documento non brilla certo per chiarezza, ma se ne può trarre la con­clusione che il Quartiere generale aveva finito con l'accogliere, almeno limita­tamente all'occupazione di Orte, la proposta del Ghirelli.
Questi tornò allora precipitosamente a Narni, continuò nella giornata del 16 l'armamento della sua legione circa la metà dei suoi militi rimasero però senza armi e nella notte fra il 16 e il 17 iniziò la marcia su Orte. Seguivano la colonna, potremmo dire in qualità di osservatori del Comitato ternano, tre persone della cui attività il Ghirelli ha molto a lamentarsi nella sua apolo­gia: il maggiore Faustino Tanara già dei Mille, poi valoroso combattente a Bezzecca, che avrebbe scritto ancora pagine gloriose a Mentana e nella cam­pagna garibaldina dei Vosgi , tale signor Broglio e un emigrato spagnuolo
0 francese, certo Estivai, uomo noto nei fasti della rivoluzione europea , rac­comandato al Ghirelli personalmente dal Fabrizi perchè gli fosse agevolato il modo di raggiungere Roma. ''
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Da Attigliano a Passo Corese presso la stazione ferroviaria che oggi prende il nome di Fara Sabina-Montelibretti il confine fra il Regno d'Italia e Io Stato pontificio era segnato dal Tevere. La ferrovia diretta a Roma, pas­sando sulla destra del nume poco prima di Orte, entrava negli Stati della Chiesa e vi correva fino a Borghetto dove, ripassando sulla riva sinistra, rientrava in territorio italiano fino a Passo Corese, oltre il quale ricominciava lo Stato romano.
1 convogli diretti a Passo Corese, nei cui dintorni, secondo abbiamo detto, operava dall'inizio di ottobre il corpo di Menotti Garibaldi, da Orte a Bor­ghetto attraversavano quindi il territorio papale; e sebbene lo scarso numero di truppe pontificie che guardavano la ferrovia e il nessun controllo nella sta­zione di Orte avessero fino allora permesso il passaggio di uomini e d'armi destinati al figlio del Generale, era da temersi che il Comando pontificio si risolvesse prima o poi ad interrompere la linea; 2) per cui era nell'interesse del
t) GHIBELLI, op. cu., pp. 2829. Trattasi di Virgilio Estivai, francese, inviato speciale del Counier frantoi*, che il 28 novembre venne arrestato a Firenze perchè sospettato di essere un agente mazziniano.
2) I pontifici interruppero effettivamente la linea pochi giorni più tardi in due punti distinti: il 19 ottobre essi lo tentarono una prima volta presso Passo Corese. ad opera del mare­sciallo d'artiglieria Schisasi, ma ne furono impediti dai garibaldini. Tre giorni dopo rinnova­rono il tentativo sotto il comando del tenente Quatrebarbes e questa volta riuscirono nel loro intento, interrompendo le comunicarioni ira Passo Corese e Boma (CiccoNfinr, op. ciu, p. 83). Il giorno 21 poi un drappello proveniente a Civita Castellana al comando del tenente Testa riuscì a guastare la linea fra Ortc e Borghetto, nonostante fosse attaccato durante il lavoro da un centinaio di garibaldini che furono respinti oltre il Tevere, in territorio italiano (Cicco* NHTXTI, op. cò., p. 69; cfx. anche KANZLEB, op. cit., p. 35).