Rassegna storica del Risorgimento

1867 ; LEGIONE ROMANA ; GHIRELLI GIOVANNI FILIPPO
anno <1936>   pagina <1123>
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Un episodio poco noto della campagna del 1867 1123
ai è che verso le 8 del mattino il maggiore Tanara esibiva al Ghirelli una let­tera del generale Fabrizi del seguente tenore:
Il Sig. maggiore Ghirelli era informato che mentre egli ai determinava a voler dirigere le proprie forze su Orte, non dovesse in alcun modo alterarsi il libero corso della via ferrata. Non è quindi senza meraviglia che io sento invece essere stata interrotta la libera comunicazione, talché io non posso non imporre alla responsabilità del suddetto sig. Maggiore le conseguenze di questo fatto.
Le mando intanto ottanta uomini, unica forza disponibile che Ella potrà mettere agli ordini del maggiore Ghirelli, avvisandola nella di lei qualità di ufficiale dello Stato maggiore generale che la necessità è che egli abbandoni subito il punto che ora occupa, o proseguendo verso il campo di Nerola, ovvero retrocedendo, lasciando alla di lui responsabilità ogni diverso partito.
Non pertanto aggiungo che il comandante d elle forze operanti (chi, forse l'Acerbi o Gari­baldi stesso, che in quello stesso giorno 18 navigava sul San Francesco fra la Sardegna e la Toscana ?) non sarà per riconoscere la qualità di cui U suddetto sig. Maggiore si veste, contraria ad ogni intelligenza con quelli che si prestarono a favorirlo nella organizzazione de1 suoi volontari.l)
Era la confessione totale della Legione Romana.
La lettera fa esibita al Ghirelli, come abbiamo detto, dal maggiore Tanara: contemporaneamente altri rappresentanti del Gomitato ternano facevano sapere al comandante della legione che Menotti Garibaldi si trovava in procinto di essere accerchiato dal nemico a Nerola e che era necessario correre a dargli man forte. In contrasto con essi,un deputato che né il Ghirelli né il Battista vogliono nominare 2) insistè presso il Commissario, straordinario perchè egli ritornasse a Terni.
In un primo tempo il Ghirelli respinse ogni suggestione e si affrettò a spedire al Fabrizi il seguente telegramma:
Il deputato X. (leggi Crispi) mi invita a venire presso di Lei, ma siccome i zuavi si avanzano e sono a tre miglia, minacciando attaccarci, non posso abbandonare il posto.
Ma più tardi, non giungendo risposta alcuna da Terni e continuando gli emissari del Gomitato la loro pressione, il Ghirelli sentito il consiglio degli
1) Perchè la lettera del Fabrizi arrivasse al Tanara nelle prime ore del mattino bisogna pensare che il Fabrizi l'avesse scritta nella sera del 17, o al massimo nella notte fra il 17 e il IR, ed essa presuppone che il Capo di Stato maggiore avesse avuto notizia quando ? e da chi? dell* interruzione ferroviaria che egli deplorava. Se, come par probabile, il latore della mis­siva fu il Frigyesy, il Frigyesy stesso, avvertito che avrebbe potuto raggiungere Passo Corese per ferrovia, diveniva, il miglior testimone che l'interruzione lamentata non sussisteva: e allora, perchè rimise la lettera al Tanara? Si può invece pensare che il Tanara avesse seco la lettera fin dalla sua partenza da Terni, coll'ordinc di esibirla al Ghirelli al momento opportuno, per far cessare l'occupazione di Orte da parte della Legione Romana, che non era gradita al Quartiere generale.
2) JI deputato che il Ghirelli non nomina altri non che Francesco Crispi, la cui prcsenva a Terni in mei giorni era largamente resa nota dalla stampa italiana. Infatti a p. 277 dei Carteggi politici citati è riprodotto il seguente telegramma spedito dal Crispi al Ghirelli la mat­tina del 18 ottobre: Siete pregato recarvi a Terni per intendervi col deputato Fabrizi.
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