Rassegna storica del Risorgimento

1867 ; LEGIONE ROMANA ; GHIRELLI GIOVANNI FILIPPO
anno <1936>   pagina <1126>
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Renzo U. Montini
italiano. *) Al di là del ponte venne fermato un treno proveniente in quel punto da Terni, che fu utilizzato per ricondurvi, diciamo pure la parola eroda, i quattrocento disertori. Sul treno viaggiava anche un altro deputato ano* nimo anch'egli nelle narrazioni del Battista e del Ghirelli, che Io dicono membro del Gomitato Centrale di Soccorso il quale, tornato a Narni, avrebhe di 11 telegrafato in questi termini al Fabrizi: Stazione Orte libera, ferrovia integra. I treni possono riprendere corso ordinario .2-
Intanto il resto della legione raggiungeva Passo Corese dove era attesa dai deputati Botta e Gnttierez, ai quali il Ghirelli partecipava di avere emanato, al momento di lasciare Orte, un decreto per nominarvi un governo provvisorio presieduto dall'aw. Lanciani, nella speranza che la città fosse occupata il giorno stesso da altri reparti garibaldini provenienti da Terni. I due deputati promisero di agire sul Fabrizi in tal senso e difatti ripartirono da Passo Corese per raggiungere il Quartier generale garibaldino: né pare che fossero in alcun modo molestati al loro passaggio da Orte, dove alle 14 erano rientrate le truppe papali.3)
J) In data 25 ottobre la Riforma scriveva: Il capitano? Gulmanelli, che effettuò l'occu­pazione di Orte, rimase assolutamente estraneo ad ogni atto civile pubblicato cola dal signor maggiore Ghirelli, essendosi detto capitano Gulmanelli occupato esclusivamente della parte disciplinare e militare. Il medesimo capitano ci dichiara che per togliere ogni ombra e pretesto a un possibile dualismo, rassegnò, prima al maggiore Ghirelli, e quindi al generale Fabrizi, commissario del Comitato centrale, le sue dimissioni consegnando anche al detto sig. gene­rale tutto il materiale da guerra che aveva preparato, dichiarando che ad onta delle date dimis­sioni è pronto a secondare con ogni sua forza 1' insurrezione romana . Di avere incontrato il Gulmanelli ch'egli chiama Gulmarelli a Santa Liberata nel pomeriggio del 18 scrive G. AD AMOLI, Da S. Martino a Mentana, Milano, Treves, 1892, pp. 350. Santa Liberata era il posto doganale italiano sulla sinistra del Tevere poco lontano dal ponte.
2) Gfr. BATTISTA, op. cit., p. 22 e GHIRELLI, op. ., pp. 33, 34 e 40. Che anche questa volta il deputato incognito fosse, come era facile supporre, Francesco Crispi, è documentato dall'Adamoli (op. di., p. 348 segg.), il quale racconta del treno fermato dal Mistrali allo imbocco del ponte e fatto poi retrocedere a Terni con gli uomini del Gulmanelli. L'Adamoli aggiunge poi che il Ghirelli stesso ebbe a dichiarare di aver fatto rompere l'argine ferroviario e prosegue narrando il che non risulta invece da altre fonti che la Legione Romana pro­segui per Corese non già in ferrovia, ma in barca lungo il Tevere (?). Sempre stando all'Ada-moli, il treno sarebbe ripartito per Terni senza attendere la fine del colloquio fra il Ghirelli da uno parte e il Crispi e l'Adamoli stesso dall'altra; il comandante la Legione Romana si sarebbe quindi allontanato per saure in barca coi suoi, onde al Crispi e all'Adamoli sarebbe toc­cato ritornare oltre il Tevere a piedi, in cerca di un veicolo che li riconducesse a Narni. Alla interruzione ferroviaria di Orte l'Adamoli fa risalire poi (p. 357) la causa del mancato arrivo a Roma di un gran numero di fucili provenienti da Terni, i quali erano destinati ad armare gli insorti romani nella tragica giornata del 22.
3) Sempre alla ricerca di testimoni sull'integrità della linea ferroviaria e sulle mutate disposizioni del Fabrizi, il Battista aggiungo a questo punto che mentre i legionari si trova­vano a Passo Corese un egregio patriota avrebbe telegrafato non è detto da dove
a un non meno misterioso distìnto personaggio quanto segue: Vorrei mettermi in comuni­cazione con Posso Corese col comandante Ghirelli se ci e, come credo. Può far passare di costi (dove?) il dispaccio? Fabrizi riconoscendo l'errore commesso non seguendo le prime disposmont