Rassegna storica del Risorgimento
1867 ; LEGIONE ROMANA ; GHIRELLI GIOVANNI FILIPPO
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1936
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1127
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M episodio poco noto delia campagna del 1867 1127
Verso l'aveniaria dello stesso giorno 18 la colonna Ghirelli lasciò Passo Corese diretta verso i monti di Fara, dove giunse poco dopo le 22. Ordinato 1 alt alla truppa, il Ghirelli accompagnato dal Battista e da una guida si recò in cerca del colonnello Frigyesy che era accampato coi suoi uomini poco lontano, in località detta Goltodino. H Frigyesy mostrò di dolersi vivamente della defezione del Gulmanelli, tanto più aggiunse - che egli aveva seco gran quantità di fucili con cui sarebbe stato ben lieto di armare i legionari rimasti a Orte: il Ghirelli tornasse subito, quella notte stessa, a Orte, persuadesse il Gulmanelli e gli altri a seguirlo e li conducesse a Fara entro la mattina del 19, che egli, il Frigyesy, non avrebbe mosso il campo prima del loro arrivo.
Il comandante della Legione Romana si lasciò persuadere e stabili col Frigyesy che durante la sua breve assenza i legionari sarebbero rimasti agli ordini del maggiore Martinelli, con 1* intesa che ove nessun pericolo le avesse minacciate, le due colonne Frigyesy e Martinelli sarebbero restate ciascuna nel proprio accampamento, distanti tra loro circa un chilometro, sino al mezzogiorno dell'indomani; se invece fossero avvistate forze pontificie, il Frigyesy avrebbe riunito le due colonne assumendo il comando di entrambe.
Dopo tali accordi, il Ghirelli e il Battista con pochi altri ufficiali della legione, accompagnati da una guida ripresero a notte fonda la strada di Passo Corese. Raggiunto dopo breve marcia un cascinale cascina Ferri la guida trovò un pretesto per assentarsi, promettendo di farsi sostituire da un nipote* Invece non. si fece più vedere, né mandò altri. Dopo un'attesa di oltre tre ore, il Battista, impensieritosi, fece ritorno all'accampamento dei legionari, ma non trovò più nessuno. Si spinse allora sino alla località dove era avvenuto l'incontro fra il Ghirelli e il Frigyesy, ma anche questi aveva levato il campo addentrandosi nelle montagne della Fara. Per quanto stanchissimo, il Battista ritornò alla cascina Ferri, a informare il Ghirelli e i compagni di quanto era
vorrebbe ora farle eseguire. Si rioccuperebbe Orte, si metterebbe nuovamente la macchina telegrafica in attività, purché ci facesse rimandare una delle macchine e vagoni che ha con sé * (p. 23). Perchè tanta cura di celare i nomi? Probabilmente perchè anche questo telegramma è falso, come quello che doveva servire a scopo apologetico: come spiegare altrimenti tanta simpatia per il Ghirelli in persona che, avendo veste di mettersi in diretta comunicazione con lui per trattare della riconquista di Orte, doveva appartenere al Comitato di Terni o addirittura allo Stato maggiore del generale Fabxizi? È poi da notare che dal contesto del telegramma risulterebbe che l'apparecchio telegrafico di Orte, era rimasto, seppure guasto, in sede e non trasportato a Passo Corese, al che si oppone oltre alla affermazione del Ghirelli e del Battista anche una esplicita dichiarazicne del Brcglio, pubblicata dalla Gazzetta d'Italia nella quale è detto aver egli fatto togliere la macchina in parola per ragion di guerra (?).
Che gli avvenimenti che abbiamo sin qui narrato apparissero confusi anche al Comitato centrale di soccorso chiaro appare dal Bollettino ufficiale diramato il 19 e pubblicato il 21, il quale cosi suona: Della Legione Romana abbiamo notizie che non crediamo prudente riferite (?). Solo deve dirsi che la Legione non è senza rapporti col movimento operato da Menotti*.