Rassegna storica del Risorgimento

1867 ; LEGIONE ROMANA ; GHIRELLI GIOVANNI FILIPPO
anno <1936>   pagina <1129>
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Un episodio poco noto della campagna del 1867 1129
I legionari combatterono il resto della Breve campagna aggregati alla colonna Frigyesy: degli ufficiali, il Martinelli cadde mortalmente ferito a Mon-terotondo e morì a Mentana per le ferite riportate; il Maggiolo è noto per avere stipulato con il tenente colonnello Bréssoles del 59 fanteria francese la resa dei garibaldini asseragliatisi la sera del 3 novembre nel castello di Mentana; e il Battista, dopo avere combattuto a Mentana con la colonna Mappelli, riuscì a afuggire al rastrellamento dei Francesi e a raggiungere con quattordici uomini il confine italiano.
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La breve gesta della Legione Romana ebbe, tra la fine del '67 e i primi mesi del '68 una larga eco nella stampa, non soltanto italiana, ma anche straniera; ne parlò con lode persino il Tijnest *) che vedeva giustamente nel Ghirelli un emis­sario del Governo italiano.
Comunque, più numerosi certo degli elogi furono gli attacchi, e nessuno supera per gravità quello che al Ghirelli mosse il generale Fabrizi in persona nel noto suo rapporto ufficiale sulle operazioni nello Stato romano.2)
H Capo di Stato maggiore generale così scrive infatti:
Per qualche piccola partila di materiale di cui erati potuto sino allora disporre pel campo, aveva servito la via ferrata, dissimulando la fpccie sotto nome di merce comune, mentre Bcbbene entrasse fai Orte nel pontificio, uscendone a tratti, non era verificato, il transito diretto a Coreee o ad altro ponto intermedio del regno, e cosi avveniva che era libero il passaggio anche per individui isolati; talché le relazioni col campo erano conservate sollecite ed attive.
Inoltre erano pochi i gendarmi e doganieri pontifici che facevano il rispettivo servizio alle due stazioni di Orte e di Borghctto, per cui occorrendo, era certo potersi forzare il passaggio, ed in COBO di opposizione, impossessarsi della stazione.
Ma interessi della più grave importanza, e direi, decisivi, voleano inalterato fin allora questo stato di cose.
Fatalità volle che improvvisamente esso venisse alterato nel momento propriamente in eoi interessi pio perentori vi tenevano fissato il proprio andamento.
Un comandante di corpo, che aveva scelto la propria linea di operazione da Orte sulla frontiera pontificia, e che per comporsi il proprio corpo di elementi della provincia e di Roma stessa, gli aveva dato il nome di legione romana, volle assumere azione indipendente militare, suprema autorità politica, e ne cominciò l'esercizio, impossessandosi della stazione, col-l'immediata interruzione del corso ferroviario. Dopo questo primo fatto, mentre io lo invitava telegraficamente ad abbandonare quell'occupazione, per ricondurre possibilmente il precedente
1) Il Times del 26 ottobre 1867 scrive: il Quello stesso Ghirelli,romano, che pochi giorni or sono diede la sna dimissknc c'ol grado che occupava nell'esercito regio per porsi a capo della Legione Romana, quando si lusingava d'interpretare il pensiero reale del Governo, ora che la illusione è scomparsa, rassegnò il suo comando e si recò a Firenze, ed in questo punto avrà probabilmente già rivestito l'uniforme regìa (riportato ne L'Opinione del 30 ottobre).
2) Il rapporto Fabrizi, al pori di quelli dei comandanti delle varie colonne, fu largamente riprodotto nella stampa italiana sol finire del '67; Consideriamo, per così dire ufficiale, il testo apparso in varie puntate nella Riforma di Firenze (n, 197 e segg,), che abbiamo già detto essere l'organo del Comitato centrale di soccorso e del partito d'azione.