Rassegna storica del Risorgimento
1867 ; LEGIONE ROMANA ; GHIRELLI GIOVANNI FILIPPO
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1936
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Un episodio poco noto della campagna del 1867 1131
e mi duole soltanto eoe il Sig. Fabrìzi non potesse ignorare cho mentiva quando gerisse quel perìodo.
Deferisco ai Tribunali competenti la diffamazione contenuta nelle affermazioni del predetto Sig. Fabrìzi.
Spero ebe i giornali ebe riportarono il suo rapporto mi saranno cortesi, per debito di lealtà, di riportare anche la presente.
La ringrazio, sig. Direttore, e mi creda con perfetta osservanza.
Gio. Filippo Gbirelli.
Il Fabrizi, evidentemente allarmato della vivace reazione del Ghirelli, Q giorno 21 ebbe on lungo colloquio col Battista che si trovava in quel tempo a Firenze e successivamente inviò alla Gozzetta d'Italia la seguente replica:x)
Firenze, 21 dicembre 1867. Signor Editore della Gozzetto d'Italia.
Per prendere sul serio una provocazione che trovo inserito nel di lei giornale di ieri, mi sarebbe necessario ebe il signor Gbirelli facesse conoscere alla responsabilità di chi appartengono alcuni atti eseguiti d'autorità nel breve suo dominio politico-militare alla stazione di Orte, d'altra natura di quelli di cui parla la mia Relazione e tali che sarebbero propriamente di competenza di quei tribunali ai quali egli rimanda una questione di condotta politica e di
servizio militare.
Nicola Fabrizi.
L'allusione era precisa, e sanguinosa. Giova però notare che il Fabrizi giocava suH'eqpxivoco, in quanto il Gbirelli aveva mostrato l'intenzione non già di portare in tribunale una questione politicomilitare, ma bensì di muovere una querela di diffamazione contro l'asserto del Fabrizi relativo all'interruzione della ferrovia.
La manovra del Fabrizi suscitò lo sdegno del Battista, che si affrettò a controreplicare al Capo di Stato maggiore con la lettera di cui appresso: 3)
Firenze, 21 dicembre 1867. Signor Direttore della Gazzetta d'Italia.
Hi duole che il Signor Generale Fabrizi, dopo di avermi invitato stamane, a mezzo dell'avvocato deputato Miceli, ad un colloquio per la vertenza col mio amico ex-maggiore Gbirelli, esca questa sera a scrivere delle parole spostanti la questione della sua vera base. L'onorevole signor Generale non poteva non aspettarsi una risposta alle accuse cosi atroci che scaglia sul capo d'un onesto cittadino; ne vale il dire: l'accusa era scritta in modo da lasciare all'accusato sempre la scappatoia di una giustificazione. Guai per la società se questa teoria avesse la sua applicazione.
1J Cfr. Gazzetta del Popolo, 24 dicembre 1867. la) Cfr. Gazzetta del Popolo, 27 dicembre 1867.
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