Rassegna storica del Risorgimento

1867 ; LEGIONE ROMANA ; GHIRELLI GIOVANNI FILIPPO
anno <1936>   pagina <1132>
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1132 Renzo U. Montini
Si chiami Fabrizi o Cristo, quegli che assalta sul terreno senza francare alena colpo essendo in parità di condizioni, deve aspettarsi dall'avversario un colpo, anche mortalo.
L'autorità che mette il Signor Generale Fabrizi nella sua enigmatica letterina, tendente a spargere luce sinistra, non scema l* importanza della questione messa dall'amico Ghirelli snl peristilio della giustizia: signor Generale provatemi i vostri attacchi. Il signor Generale che hn scritto il suo rapporto certamente attinto allaXoatc della verit a, a-rebhe fatto meglio rispondere che aspettava con sicura coscienza l'esito del giudizio provocato dal Ghirelli. Non si esce dal dilemma: o le cose esposte nel rapporto sono vere, e allora si va a provarle coraggiosamente innanzi ai tribunali: o le cose non stanno e allora ci vuole hen altro della lettera interrogativa del signor generale Fahrizi, alla quale potrei rispondere che esiste in mia mano la lettera dell'ono­revole Generale, con la quale egli da la sua piena approvazione all'andata del Ghirelli a Urte.
Questo, signor Direttore, ho creduto di rispondere ora. Perchè membro del Governo prov­visorio di Orte, perchè facente parte della Legione Romana, perchè amico leale del Ghirelli, mi riserbo di rispondere categoricamente al Signor Generale Fahrizi nel mio lavoro Da Orte a Mentana, già in corso di pubblicazione.
Luigi Battista.
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Ma tralasciando questa bega la quale non è, in fondo, se non una delle tante con cui si conchiuse la trista vicenda della campagna del '67 nell'Agro romano torniamo al rapporto Fabrizi e alle due accuse che vi sono contenute contro il Ghirelli. La prima, di avere agito indipendentemente dal comando garibaldino; la seconda, come abbiamo già più volte ripetuto, di avere rotto la ferrovia presso Orte. E il Fabrizi arriva sino a vedere nel Ghirelli niente meno che il vero responsabile della catastrofe di Mentana, per la speciosa ragione che se la linea non fosse stata interrotta, sarebbero arrivate assai prima a destina­zione quelle famose scarpe, la cui distribuzione alle truppe di Menotti la mattina del 3 novembre ritardò la ritirata dei garibaldini su Tivoli e li fece sorprendere dall'esercito pontificio.
Contro la prima stanno e la lettera, che abbiamo poc'anzi riprodotta di Fran­cesco Crispi al Fabrizi, nella quale è espressamente detto che il Ghirelli andava lasciato fare e che egli, caso mai, doveva dipendere da Menotti Garibaldi; e la lettera del Fabrizi al Ghirelli con l'autorizzazione ad occupare Orte, giusta 1* intelligenza stabilita . È strano quindi che il Capo di Stato maggiore mostri di avere dimenticato l'uno e l'altro di questi positivi dati di fatto; e dimentichi soprattutto che all'esplicito suo ordine del giorno 18 di sgombrare Orte, il Ghirelli sia pure protestando non abbia mancato di obbedire ancora prima delle ore 12 dello stesso giorno.
L'accusa di insubordinazione, pertanto, cade in pieno.
Quanto all'interruzione della linea ferroviaria, ammettiamo pure, per il momento, che il Ghirelli l'abbia effettivamente ordinata e che essa Bia stata ese­guita: ma da questo a farne derivare la causa, seppur remota, della sconfitta di Mentana troppo ci corre, perchè L'interruzione, se realmente avvenuta il 18,