Rassegna storica del Risorgimento
1867 ; LEGIONE ROMANA ; GHIRELLI GIOVANNI FILIPPO
anno
<
1936
>
pagina
<
1133
>
Un episodio poco noto della campagna del 1867 1133
avrebbe unicamente anticipato di tre giorni quella che i pontifici eseguirono presso Borghetto la mattina del 21 ottobre, come abbiamo detto in altra parte di questo studio, desumendo la notizia del rapporto Kanzler. E nei tre giorni del 18 al 21 sarebbe stato ben dimoile, per non dire impossibile, che i pontifici non avessero esercitato sui convogli in transito per Orte un rigoroso controllo, tale da escludere ogni passaggio di volontari, di armi e di materiale in direzione di Passo Corese.
La colpa dell1 interruzione, quindi, va comunque attribuita al nemico, e non già al Ghirelli. Osserva giustamente il Battista:
Pecche il generale Fabrizi non ha detto una parola dei zuavi che occuparono alle due pom. del 18 quella Orte che egli ci fece abbandonare ? Perchè ognuno avrebbe dedotto legittimamente, che avendo noi abbandonata Orte d'ordine del Fabrizi, ogni guasto fatto dai zuavi sarebbe imputabile a lui solo. lì
Ma finalmente ruppe o no il Ghirelli questa famosa linea ferroviaria?
Diciamo francamente che le testimonianze su questo punto sono quanto mai contraddittorie.
Mentre 1 Fabrizi nella corrispondenza avuta col Ghirelli parla sempre, come abbiamo visto, unicamente di interruzione e solo nel rapporto questa interruzione che il Ghirelli stesso ammette e ne trae vanto diventa vera e propria rottura della linea, l'Àdamoli dà per sicura la rottura, ma è da notare che egli non l'ha veduta coi propri occhi e si limita a riferire ciò gli avrebbero assicurato il Ghirelli e il Mistrali: i quali, in quel momento, avevano ogni interesse a far retrocedere il treno proveniente da Terni per farvi ricondurre i legionari disarmati del GulmaneUi. Un telegramma pubblicato il 19 dalla Gazzetta d'Italia dice solamente che La ferrovia romana è rotta in vari punti da Foligno a Roma , senza precisare se ciò sia avvenuto o meno a Orte; il Giornale di Roma del 19, già* citato più sopra, scrive che la linea fu rotta il 17, però non a Orte, ma a Borghetto; la Nazione, sempre in data 19, scrive che a causa dell'interruzione della ferrovia al confine pontificio (?) ieri non giunse il corriere da Roma .
Particolarmente notevole è poi questo brano d'articolo dell'Osservatore Romano del 20:
Ci proponemmo ieri di riferire * particolari riguardanti la interruzione accaduta nel corso delle corrispondenze sulla linea d'Orto. Ecco quanto ci vicn fatto di sapere.
1) Op. eie, p. 63. A chi obbiettare che il Fabrizi, nel telegramma da lai diretto al Ghi-lnelTi, non ordinò di abbandonare del tutto Orto, ma di lasciarvi un presidio di 50 uomini, si può rispondere che seppure questo telegramma fu spedito e arrivò tempestivamente al Ghirelli del che, come s*è visto, c*o fondato motivo di dubitare SO uomini non avrebbero certamente potuto difendere lungamente la posizione contro la forte colonna pontificia proveniente da Viterbo.