Rassegna storica del Risorgimento

1867 ; LEGIONE ROMANA ; GHIRELLI GIOVANNI FILIPPO
anno <1936>   pagina <1134>
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Remo U. Montini
Le corrispondenze che dovevano giungere coi treni provenienti da Firenze e da Ancona mancarono dal giorno 17, pesche i detti treni facevano sosta a Nomi ') a motivo che erari colà avuta notizia che nel tratto successivo verso CoreBe era stata rotta la strada ferrata.
Questa notizia comprova che a Terni, negli ambienti del Quartiere generale garibaldino s'era diffusa la voce di un*interruzione ordinata dal Ghirelli : voce che dovette pervenire sino al Fanrizi il quale, maldisposto verso il comandante della Legione Romana, non esitò certamente a prestarvi fede. E da Terni, la sera del 18, venne spedito alla Riforma il seguente telegramma che il giornale fiorentino pubblicò il giorno 20:
Siamo autorizzati a dichiarare che la rottura della via ferrata a Orto, ordinata dal coman­dante la Legione Romana, avvenne contro le istruzioni date dal Comitato centrale. Crediamo sapere che il maggiore Ghirelli ha rassegnato il comando della Legione.
Certo barone Mistrali, ch'era entrato nella Legione ad Orte, in qualità, dicevasi, di com­missario di guerra,2) fu invitato ad astenersi dal seguire la marcia dei legionari. Orte appena abbandonata dai legionari, fu rioccupata dai pontificii.
In contrasto con queste notizie e con altre che su queste sono manifesta­mente ricalcate stanno (con valore invero assai più preciso e probatorio) non soltanto le denegazioni del Battista e del Ghirelli; non solo il passaggio per Orte della colonna Frigyesy; non solo il telegramma del Crispi Stazione Orte libera, ferrovia integra. I treni possono riprendere corso ordinario che abbiamo ricordato anche prima, ma anche altre e non meno precise testimo­nianze. Cominciamo con un comunicato della stessa Riforma in data 25 ottobre: a Nella occupazione di Orte eseguita dalla Legione Romana, non fu, come si disse,
1) Il particolare della sosta a Nomi è ufficialmente confermato da un telegramma del Sotto Prefetto di Temi al Prefetto di Perugia (in data 19 ottobre), compreso fra i documenti di cui s'è detto, pubblicati d'ordine del Gualterio. Esso dice che i treni continuano a fermarsi a Nomi: e la parola continuano prova trattarsi di avvenimento che data già da tempo.
2) Come abbiamo detto nella nota *), a pag. 1117, il Ghirelli attribuisce invece questo tìtolo oll'Andreuzzi. Che commissario di guerra fosse invece il Mistrali asserisce uno scrittore di porte papalina, A. M. BONETTI (Da Bagnòrea a Mentana. Storia dell'invasione garibaldina degli Stati della Chiesa nell'autunno del 1867, X ediz., 1877), il quale dice che il Mistrali fu direttore del Monitore di Bologna ed bri gran barbassoro politico, quindi condannato ad alcuni anni di carcere per brogli e truffe bancarie. Mori pochi anni fa (prima cioè del 1889, anno della ITT edizione del volume, che è quella che abbiamo potuto consultare) convertito . Il bravo Bonetti, a proposito di conversioni, ci dà notizia anche di quella del Ghirelli, che egli dice anche esso esemplarmente convertitosi come risulta da una sua lettera in onore della Madonna di Pompei pubblicata nello scorso agosto . Per terminare la citazione del Bonetti, aggiungiamo che onch'egli conosceva il retroscena rattazziono dell' impresa di Orte ( Il Ghirelli era munito di corta bianca del ministro Battezzi, che gli aveva affidato la speciale missione di temperare il colore repubblicano dell'invasione con una sfumatura di tinta monarchica , p. 63) e che egli è uno di coloro che danno per avvenute hi rottura della ferrovie ad opera della Legione Romana.