Rassegna storica del Risorgimento
1867 ; LEGIONE ROMANA ; GHIRELLI GIOVANNI FILIPPO
anno
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1936
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pagina
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1137
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Vn episodio poco noto della campagna del 1867 1137
intuitivo die le truppe papali, sorprese una prima volta, non avrebbero mancato di esercitare per l'avvenire una rigorosa sorveglianza. ')
Invece di cercare un capo espiatorio nel Ghirelli, il Fabrizi avrebbe dovuto se 1 occupazione di Otte da parte della Legione Romana gli dava ombra provvedere a sostituirvi gli uomini del Gliirelli con i volontari che a Terni non gli mancavano davvero e presidiare con essi l'intero tratto ferroviario Orte-Borghetto. Con questo, avrebbe impedito anche l'impresa del tenente Testa del giorno 21, di cui ajbjbiamo detto nella nota *> a p. 1119. 2>
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Tutta l'impresa del '67 fu una sequela di gelosie e di antipatie personali fra i comandanti garibaldini; c'è un pullulare di opuscoli e opuscoletti e libelli e articoli di giornale in cui i vari capi e sottocapi e gregari, si danno, frammezzo ad abbondanti autoincensazioni, a criticare ferocemente l'operato dei colleghi e dei superiori. Neppure i due uomini più in vista della spedizione, Nicola Fabrizi e Giovanni Acerbi, sfuggono, per recare un esempio solo, al sarcasmo di Stefano Canzio, che da Monterotondo, dov' è al seguito di Garibaldi, scrivendone al Crispi li chiama Fabricius Lentulus il primo e l'altro addirittura quel buffone del prodittatore di Viterbo . 8) Quale meraviglia che in una simile atmosfera di gelosie e di calunnie il Fabrizi e tutta la sinistra si siano gettati ferocemente sul Ghirelli, il quale era, alla fine, un avversario politico?
Lo si ostacolò, come abbiamo veduto, durante la preparazione; si stroncò la sua opera; lo si coperse di accuse e di ingiurie dopo la sconfitta di cui lo si volle
1) Sono lieto di poter aggiungere che S. E. il generale Cicconetti, autore come s'è detto nella nota ]) a pag. 1111 di una storia militare sulla campagna del '67, in una lettera pervenutami quando il presente studio era già ultimato, ribadisce il concetto che la hreve occupazione di Orte non poteva a meno di provocare la reazione pontificia con le seguenti parole: È certo che se la ferrovia non fosse stata interrotta dal Ghirelli, l'avrebbero interrotta i pontifici; era ovvio dopo l'occupazione anche temporanea di Orte. Mi aia consentito di ringraziare qui l'illustre Generale per avere cortesemente risposto alle domande che mi ero permesso rivolgergli sull'i affare Ghirelli.
2) Vogliamo osservate che questa impresa, avvenuta, come abbiamo visto, il giorno 21 e in aperta campagna, esclude, a nostro avviso, quella rottura della linea che il Battista suppone compiuta nei pressi della stazione di Orto, il giorno 18, per opera degli stessi pontifici* Se la linea fosse già stata rotta a Orte il 18, che bisogno ci sarebbe stato di un nuovo guasto tre giorni dopo? A costo di ripeterci, ricordiamo ancora una volta come all'interruzione del 18 si opponga il noto viaggio in ferrovia dei deputati Botta e Gntticrez, e come tutto lasci credere che egualmente in treno BÌa tornato da Passo Coresc a Terni nella notte dal 18 al 19 Enrico Cairoli. Se questo ritorno fosse stato non soltanto ritardato dall'interruzione ferroviaria, ma addirittura impedito, cosi che Enrico avesse dovuto usare altri mezzi di trasporto in mancanza dal treno, pensiamo che Giovanni nei suoi scritti citati più sopra non avrebbe mancato di rilevarlo espressamente.
3) Carteggi politici, cit., pp. 318-19.