Rassegna storica del Risorgimento

1867 ; LEGIONE ROMANA ; GHIRELLI GIOVANNI FILIPPO
anno <1936>   pagina <1138>
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Renzo V, Montini
persino gridare colpevole; e tatto questo, perchè sulla uà bandiera splendeva la croco di Savoia. Se fosse stato un repubblicano come tatti gli altri, lo si sarebbe portato alle stelle e ogni sua mossa celebrata come un prodigio di audacia e di bravura militare. La grancassa del partito d'azione avrebbe rintronato anche per lui come per un Acerbi, la cui condotta in tutto il corso della campagna, a set-tant anni di distanza ci appare contesta di grossolani errori, mentre fa allora esaltata come degna di un grande capitano.
Alla WJoite Mario che si chiedeva pochi mesi dopo Mentana: Perchè Rat-tazzi pagò Chirelli per guastare i piani di Garibaldi?,1) potremmo rispondere chiedendo a nostra volta perchè Fabrizi guastò i piani di Ghirelli. Ed è troppo più, facile rispondere a questa seconda domanda che non alla prima.
Non possiamo né vogliamo scusare la doppiezza e le colpe di Urbano Rat­tizzi, che fu purtroppo il ministro di Aspromonte e di Mentana; ma non possiamo a meno di riconoscere che l'idea informatrice della Legione Romana era geniale. Se il Ghirelli fosse riuscito nella missione che gli era stata affidata è vero che con i se non si scrive la storia, ma le condizioni erano propizie ad un suc­cesso noi avremmo avuto un'insurrezione romana a sfondo monarchico anzi­ché rivoluzionario e repubblicano; una insurrezione che avrebbe molto probabil­mente evitato l'ignominia dell'intervento francese e determinato invece, forse anche invocato dal Governo pontificio per assicurare il ristabilimento dell'ordine, un intervento italiano. Si sarebbe così potuto evitare che Giuseppe Garibaldi rinnovasse nel '67 la trista pagina del '62, e Roma sarebbe stata ricongiunta alla Patria non solo senza la vergogna di Mentana, ma anche senza che l'Italia dovesse compiere tre anni dopo l'ingloriosa gesta di assalire con cinquantamila uomini quanto avanzava dello Stato pontificio profittando della sciagura di Sedan. !)
L'idea era geniale, ma ci voleva ben altri che Giovan Filippo Ghirelli per attuarla. Ci voleva uno che non si bamboleggiasse con proclami e commissariati straordinari, che non perdesse il suo tempo a leggere e bruciare lettere di zuavi pontifici, che soprattutto non profittasse della sua posizione per svaligiare easse pubbliche e private; ma invece era necessario agire vigorosamente marciando decisi su Civita Castellana, piantando un cuneo di armati tra Roma e Viterbo e chiamando a sollevazione le genti della Comarca. Allora, con ogni probabilità, a vittoria avrebbe arriso all'audace.
*) Carteggi politici, cit., p. 259.
2) Occorre ricordare che il venti settembre, la cui celebrazione 6 stata opportunamente soppressa dal Regime nell'anno primo della Conciliazione, faceva ribrezzo anche a liberali come Raggerò Bonghi? Per lui scrive F. D' OVIDIO (L'avversione di R. R. alla triplice Alleanza, Campobasso, 1915) l'entrare (in Roma) un giorno prima o poi contava assai meno che il dovervi entrare arrossendo e con gli occhi bassi... poiché (diceva che) le cose grandi vanno considerate e fatte grandemente >.