Rassegna storica del Risorgimento
1867 ; LEGIONE ROMANA ; GHIRELLI GIOVANNI FILIPPO
anno
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1936
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pagina
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1143
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LIBRI E PERIODICI
ANTONIO FOSSATI, Il pensiero economico del come F. Gahanir-Napione (1748-1830). B. Deputazione Subalpina di Storia Patria. Seguito alla Biblioteca della Società Storica Subalpina n. CLVm, Torino, 1936-XIV, in 8, pp. XXXVm-480. L. 35.
Il Fossati, acuto indagatore della storia delle dottrine economiche, ci ho dato in breve giro d'anni una serie di pubblicazioni illustrando compiutamente la storia economica degli Stati Sardi di Terraferma dal 1815 al 1860 nelle istituzioni, nei principali problemi, nel pensiero. Pro fondo conoscitore del periodo della restaurazione, ne descrisse le traversie economiche: a Carlo Alberto dedicò due saggi, un terzo al Cavour, sempre seguendo un filo conduttore che risale fino alla situazione economico-finanziaria del Piemonte ai tempi di Carlo Emanuele L La sua opera costituisce in tal modo una visione organica dell'economia piemontese del Scorgimento, e si riallaccia a quella tradizione di studi che ebbe un grande rappresentante nel Prato, maestro del Fossati.
Il nuovo volume fa conoscere il pensiero economico del conte Gian Francesco Galeoni Napione di Cocconato, sin ani celebre specialmente per i BUOI stadi storici, letterari e militari. Con l'analisi delle opere edite, rare e inedite (ben quattordici lavori inediti del Napione ci sono offerti dal Fossati colla modesta intestazione di Documenti) c'introduce in qucll'agitarsi di questioni polìtiche, sociali, economiche che caratterizzò il riformismo piemontese, non meno di quello lombardo, sinora prò. studiato, gli anni delle guerre colla Francia rivoluzionaria e con Napoleone, la restaurazione.
Indubbiamente notevole il contributo che come studioso e come funzionario di Stato il Napione diede alla soluzione di quei problemi aia the riguardassero le misere condizioni dei lavoratori Setaioli, sia che fossero conseguenza del caotico sistema fiscale ben lontano dal realizzare coi snoi residui feudali l'uguaglianza dell'imposta, sia che derivassero dal diffuso latifc ndi-smo. In dissertazioni inviate alla Società agraria di Vicenza, alla B. Accademia delle Scienze di Torino, in progetti, riflessioni, memorie, note inedite nell'Archivio di Stato dì Torino, il Napione ci si rivela economista fondato, perchè studioso dei classici dell'economia stranieri e italiani (di questi ultimi rivendicava il valore misconosciuto o addirittura ignorato), che non asta dilungarsi nelle teoriche astratte, ma intreccia la meditazione con una larga e personale esperienza, fornito di grande equilibrio che spiacque ai suoi contemporanei, forse perchè gli impedì di farneticare coi giacobini o coi reazionari. Appunto per questo equilibrio la sua attivile, che ebbe a spiegarsi in anni difficilissimi per la finanza piemontese immiserita da una struttura sociale e fiscale arretrata, dalle guerre e dalle invasioni, portò un contributo effettivo alla scienza statistica ed economica e a quella dello stato in genere, perchè la sua mente aperta vedeva che i problemi economici dell'amministrazione pubblico non si risolvono con uno sterile tecnicismo, ma con fecondi contatti e ricambi con lo spirito ebe informa, insieme con tutte le altre attività dello Stato, anche quella economica. 11 Napione, durante un sessantennio di lavoro, intese a influire su tale spirito, per quanto era in suo potere, propugnando il rispetto per i contratti le obbligazioni; l'innalzamento dei contadini, ma non tale da riuscire a detrimento dell'industria e dei commerci meritevoli dell'attenzione dello Stato non meno dell'agricoltura; il mantenimento dello spirito gerarchico, conservando alla nobiltà le prerogative non dannose allo sviluppo del benessere collettivo; opponendosi allo spirito demagogico d'oltralpe; proponendo una sana politica monetaria contraria all'inflazione (egli si può dire precursore della finanza straordinaria, perchè invece di aumentare la circolazione vuole il debito pubblico); assertore di riformo fiscali e amministrative, nelle quali ci si mostra anche precursore geniale. Cesi a proposito dell'assetto da lui vagheggiato perii Consiglio di Stato.
Alle affittanze e mercedi agricole, alla gabella del sale e alle riforme catastali, alla necessità di incrementare il patrimonio forestale e di inaugurare una opportuna politica di scambi commerciali coll'America del Sud, sono dedicati i suoi scritti, che il Fossati ci fa vedere nella loro giusta luce, perchè inquadrati in una dotta e chiara trattazione cronologica sistematica, che