Rassegna storica del Risorgimento
1867 ; LEGIONE ROMANA ; GHIRELLI GIOVANNI FILIPPO
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1936
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1145
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Libri e periodici
Ma singolarmente importante è il capitolo successivo nel quale il Lazio inette in rilievo, Bulla base di una salda documentazione, le ragioni del mutato atteggiamento del Rattnzzi di fronte alla nuova impresa garibaldina die culminò col doloroso evento di Mentana* I maneggi insistenti della moglie, l'ambiziosa e maldicente Maria Wyse; le pressioni esercitate dai massoni, dallo stesso Re, dal principe Napoleone; le voci ad arte diffuse di una situazione in Francia quasi fallimentare e acconcia ad essere sfruttata valsero certamente a ridestare nel vecchio parlamentare le convinzioni giovanili e a fargli credere di essere giunta l'occasione per divenire più grande di Cavour. Le sue colpe restano perciò di molto attenuate, anche se di una colpa veramente grave non possa essere assolto mai: di aver dato le dimissioni e di aver lasciato senza direzione lo Stato in un frangente dei più tristi della vita nazionale.
Da codeste pagine del Luzio veramente preziose, ebe tanta vivida luce gettano su uno dei periodi del nostro risorgimento tra i più torbidi e oscuri, mi par che balzi ormai sicura la figura del ministro alessandrino.
Figura di secondo piano, come ben la chiama FA., ma non immeritevole, per alcuni tratti caratteristici, di stare a fianco degli nomini politici di prim'ordine. Gli mancò, indubbiamente, e più di una volta, l'energia necessaria per tener fronte ai riottosi e per punire i trasgressori e si attornio troppo spesso e facilmente di persone di discutibile valore morale o che non dividevano con lui sentimenti e aspirazioni ; ma ebbe il merito innegabile di voler consolidate le istituzioni anche se spesso, ma non per volontà sua, concorse ad inquinarle. Comunque, ebbe segnatamente una virtù non tonto facile a riscontrarsi: in tutte le circostanze della vita pubblica e privata, anche le più gravi, si comportò sempre da perfetto gentiluomo.
MASINO GCRAVEGNA
MARIO TOSCANO. Gli accordi di San Giovanni di Mariana. Storia diplomatica dell'intervento italiano; li (1916-1917), ed. Giuffre, Milano, 1936-XIV, in 8 grande, p. VH-362. L. 30.
L'A. del Patto di Londra continuando nella sua non lieve fatica di compiere una storia diplomatica dell'intervento dell'Italia nella Guerra Mondiale, ha con questo ampio ed interessante volume affrontato il problema degli accordi relativi all'Asia Minore stipulati a Londra il 18 ed il 2122 agosto 1917 tra l'Italia, hi Francia e l'Inghilterra, che presero però nome dalla località della Savoia (St. Jean-de Maurienne) ove il 19 aprile dello stesso anno era avvenuto un incontro decisivo tra Boselli, Sonnino, Ribot, Barrère e Lloyd George.
Quantunque gli accordi ivi conclusi non siano stati poi mantenuti alla Conferenza della Pace, ciò non di meno la loro rievocazione è del massimo interesse sia perchè lumeggia in modo non equivoco l'atteggiamento sempre subdolo ed infido degli Alleati verso l'Italia, sia perchè costituisce una visione importante del modo col quale si pensava di poter risolvere la questione d'Oriente; risoluzione che, se fosse stata attuata integralmente, avrebbe praticamente eliminato la Turchia dal novero delle Potenze; avrebbe accordato all'Italia un territorio di notevole importanza strategica nel Levante, ricco di materie prime e facilmente colonizzabile causai! clima favorevole; infine avrebbe veduto attuato il sogno degli Zar di ristabilire la Croce di Cristo su Santa Sofia e di includere nel territorio dell'Impero gli Armeni di religione affine alla ortodossa russa.
A questo punto ci sembra interessante mettere in luce la tesi fondamentale dell'A., tesi che noi condividiamo pienamente, cioè che l'azione italiana per ottenere una parte dell'Asia Minore fu una reazione all'ingordigia degli Alleati ed unicamente diretta al mantenimento dell'equilibrio nel Mediterraneo, equilibrio gravemente compromesso dopo che collo scambio di note del 4-12 marzo e 10 aprile 1915 lo Russia aveva ottenuto il riconoscimento delle sue secolari aspirazioni su Costantinopoli e gli Stretti e dopo ebe cogli accordi Sykes-Picot del 9 marzo 1916, approvati dalla Russia il 26 aprile dello stesso anno per la parte riguardante la Francia, quasi tutto l'Impero ottomano era stato ipotecato dalle Potenze alleate avendo la Francia ottenuto in parte come dominio diretto, hi parte come dominio indiretto hi Siria, il Libano, la Cilicia, parte della Mcsopotamia della Cappadocia e del Curdistan; la Gran Bretagna l'Irak, la Transgiordnnia e la restante parte della Mesopotamia; la Russia l'Armenia, il Ponto ed il Curdistan orientale.
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