Rassegna storica del Risorgimento

1867 ; LEGIONE ROMANA ; GHIRELLI GIOVANNI FILIPPO
anno <1936>   pagina <1146>
immagine non disponibile

1146 Libri o periodici
Infatti dopo che la Conferenza della Pace ebbe mutilato gravemente 1* Impero ottomano fiancandolo alla sola Asia Minore ed ebbe anche stroncato quasi tutte le aspirazioni itnliane, gli Alleati francesi ed inglesi, pur essendosi impadroniti della Siria,della Palestina, dell'Irak ecc. sfrattarono con abile propaganda il ricordo del trattato di S, Giovanni di Moriana per la parte concernente l'Italia, facendola figurare come la naturale nemica dell'indipendenza ottomana; e tale tesi assurda ha trovato credale orecchie e di tanto in tanto getta ambre sull'amicìzia italo-turca pur consacrata in protocolli diplomatici. Ora e questo importante punto l'A. ha chia­ramente messo in luce risulta evidente che Sonnino prese l'iniziativa della spartizione del­l'Asia Minore solo dopo che l'imprudente discorso del Premier britannico Asqnith (9 mag­gio 1916) ebbe rivelato l'esistenza di accordi segreti tra gli Alleati relativi all'Oriente, accordi dai quali l'Italia era stata esclusa (p. 71). Mai e poi mai nessun ministro degli esteri italiano, con­scio degli interessi del proprio paese, avrebbe potato ignorare quale importanza abbia per l'Ita­lia il mantenimento dell'equilibrio nel Mediterraneo; ed a maggior ragione tale nostro vitale interesse non avrebbe dovuto e potuto esser leso dai nostri Alleati si da aversi il paradosso che * l'Italia, al termine di una guerra liberamente voluta, duramente combattuta e vinta, venisse a trovarsi in una posizione mediterranea peggiore di quella goduta prima dell'intervento (p. 346). Cosi impostato il problema, ci sembra che l'A. non solo spieghi la genesi di tutte le aspre e lunghe trattative condotte da Sonnino coi subdoli Governi russo, francese ed inglese, sempre pronti a trovarsi d'accordo per nuocerci, e pertanto risolva il problema storicamente, ma anche abbia una notevole importanza politica in quanto dovrebbe aprire gli occhi sulla turco-filia di certi ambienti politici parigini, londinesi e moscoviti.
Il libro ha inizio con una interessante disamina dei motivi che spingono l'Italia verso Oriente (pp. 5-8); dopo di che il Toscano espone brevemente la politica italiana in Asia Minore dalla guerra italoturco allo scoppio del conflitto europeo (pp. 8-18), politica esclusivamente di penetra­zione economica che non fu mutata neppure durante lo trattative che precedettero la stipula­zione del Patto di Londra (pp. 18-29). Difatti le disposizioni dell'art. 9 di quest'accordo rivelavano nei nostri uomini di Governo la tendenza ad esplicare nna politica di estrema mode­razione appena sufficiente a salvaguardare i nostri interessi più immediati (pag. 23) sia perchè l'attenzione dell'opinione pubblica era assorbita dai problemi dell'Adriatico, sia perchè tutta la politica italiana rifuggiva dalle concezioni imperialistiche per accontentarsi dell'onesta difesa della nostra necessità più vitale: l'equilibrio nel Mediterraneo (pp. 24).
Il secondo capitolo espone ampiamente (pp. 3166) i piani di spartizione dell'Impero ottomano progettati dagli Alleati a nostra insaputa: l'accordo relativo a Costantinopoli ed agli Stretti del 1915 e gli accordi Sykes-Picot del 1916 che furono, come è già stato detto, il punto di partenza dell'azione diplomatica italiana. Dal terzo capitolo sin quasi alla fine (pp. 67-343) è la parte sostanziale dell'opera: la storia delle trattative fra la Consulta e le Potenze che avevano costituito la Triplice Intesa; trattative che furono condotte da Sonnino con grande fermezza e colla serenità propria dell'uomo che sa di far valere dei diritti; dalle cancellerie degli Alleati col fermo proponimento sia di difendere quanto arbitrariamente avevano ipote­cato della Turchia, sia di concedere all'Italia la minor quantità possibile di territorio. Tutti i pretesti furono cercati dogli Alleati per dilazionare la conclusione degli accordi: la mancata dichiarazione di guerra da parte dell'Italia alla Germania nel 1915 (pretesto che venne meno colla formale dichiarazione fatta al Reich il 28 agosto 1916); le trattative in corso colla Grecia, ecc. Veramente drammatica appare dalla lettura del libro la lotta che Sonnino dovette ingaggiare colle Potenze Alleate, lotta che si protrasse senza alcun risultato sino al febbraio del 1917, colla conseguente rottura delle trattative pendenti. Solo due avvenimenti imprevisti quali la rivolu­zione russa, che aumentò l'importanza del fattore italiano, e l'offerta di pace separata fatta dall'AustriaUngheria per il tramite del Principe Sisto di Borbone Sfecero uscire le trattative dal punto morto e condussero, attraverso un nuovo non meno burrascoso incontro avvenuto a S. Giovanni di Moriana il 13 aprile 1917, alla conclusione degli accordi di Londra dell'agosto dello stesso anno.
La quantità di lucepreziosa cbeil Toscano getta suUo svolgersìdegliavvenimenti è incredibile a dirai: dalla data dell'incontro, che erroneamente si credeva avvenuto in più riprese tra il 15 ed il 21 aprile 1917 (v. ad es. CAPÀSBO, Italia ed Oriente, pp. 163) alle singole fasi delle tratta­tive (finora note soltanto, e non sempre esattamente, nelle loro linee essenziali) ed all'importanza.