Rassegna storica del Risorgimento

VENEZIA
anno <1936>   pagina <1159>
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IL DISCORSO DI VENEZIA
Altezza Reale e Imperiale, Signori,
il XXIV Congresso degli studi sopra la Storia del Risorgimento si svolge quest'anno in una atmosfera di vittoria conquistata con le armi.
La volontà ed il genio del Duce, la unità granitica del popolo ita­liano sotto i segni dei fasci, lo slancio tenace ed eroico dei soldati del Re hanno fondato quell'impero che fin dalle origini era una delle mète segnate alla marcia travolgente del Regime.
La Casa di Savoia, che da dieci secoli regna continuando lo spi­rito imperiale di Roma in uno Stato che fu sempre popolo ed in un popolo guerriero che fu sempre esercito, regge ora un vasto impero. Nulla dello spirito è mutato nei secoli. I principi ebbero varia corona : comitale, ducale, regia, imperiale; vastità molto diversa di territorio fu da essi governata; periodi storici i più vari, i più tormentati tra­scorsero con vicende alterne delle armi e con rivoluzioni profonde; ma due punti fermi mantenne lo spirito sempre uguale senza macchia e senza ombra: l'aderenza al popolo; la sfida costante alla guerra non mai temuta.
Tutto ciò è ardito perchè è romano ed è oggi chiamato fascista perchè essenza della nuovissima dottrina e della sicura pratica di governo del Duce. È dunque luce e vita.
La storia registra in quest'anno, più di altri luminoso perchè più di altri difficile e vittorioso, codeste affermazioni nuove ed antiche insieme con le conquiste del territorio e di potenza che ne sono con­seguite. D cammino del Risorgimento continua serrato, audace e prudente ad un tempo, nella nuova era fascista nella quale la roma­nità ritorna con tutto il suo valore e con tutta la sua forza di vita, col fine di una civiltà superiore e di una maggiore elevazione umana, traendo dalla assoluta giustizia del fine e dalla coscienza della pro­pria forza questa nessuna paura della guerra e questa aspirazione eroica al sacrificio.
Se così romane sono la unità, la coscienza, la decisione e la forza e se così sicura è la guida, quis contro nos ?
Nostro alto ed apprezzato privilegio è, Principe Augusto, la con­suetudine che diventa tradizione della presenza Vostra ai nostri
* Discorso pronunciato pei l'inaugurazione del XXIV Congresso del nostro latitato (Venezia, Sala dei Pregadi, 10 Settembre 1936-XIV).