Rassegna storica del Risorgimento

VENEZIA
anno <1936>   pagina <1161>
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// discorso di Venezia 1161
una volta e nel modo più solenne che siamo ormai stufi di vedere pestata l'acqua del mortaio con certe disquisizioni a breve raggio che perpetuano in sede di studio, con una impressionante miseria, questioni vecchie di campanile anteriori o contemporanee al periodo ultimo e risolutivo della rivoluzione del Risorgimento.
Con buona pace di tutti gli amici della grettezza e della miseria, il tempo di Mussolini è tempo eroico e non può ammettere che la nuova storia d'Italia nasca sulle fondazioni di una casupola o peggio possa seppellire in eterno l'Italia del Littorio giovanissima entro quella vecchia e triste dell'ora di crisi spirituale anteriore alla guerra che non ancora tutti si decidono a considerare ormai superata per forza di armi e per potenza infrenabile di genio.
Un organismo .vivo e virile non è il bulicame delle cose in fer­mento per dissolversi o sia pure per divenire.
In questi limiti deve essere contenuta e sentita la necessità di spingere gli occhi oltre i confini, di guardare nel tempo donde origi­nano le interferenze di interessi, di tendenze, di vicende, di senti­menti che si agitano come onde nel mare in una storia che è viva, che comanda e che sprona in questo lago della civiltà mondiale che è il Mediterraneo, in questa terra di ogni promessa e di ogni martirio che è ancora l'Europa se e fino a quando non degeneri e non voglia spe­gnersi in quella notte senza bellezza e senza luci che è il suicidio.
Con l'occhio alla grande corrente della nostra storia non vogliamo dimenticare, nonché tutti gli affluenti, neppure tutti gli agenti meteorici che le hanno dato forma e potenza, tanto più quando sap­piamo che buona parte della grande politica dei popoli è segnata dalla Provvidenza attraverso le molte serie ragioni della geografia.
Fuori di questo solco, ai margini di questa via nei duri tempi che viviamo non c'è salvezza, nonché per gli inconsapevoli o per gli oziosi, neppure per i settari.
Una tale missione, un simile apostolato del Regio Istituto per la Storia del Risorgimento trova nell'aumento costante del numero degli aderenti, nel dilatarsi di quella milizia ideale che forma le nostre file una conferma palese. Oggi i nostri comitati sono ormai 61 e gli asso­ciati sono 6885.
La recentissima biblioteca delle nostre pubblicazioni è ormai cresciuta fino a raggiungere 22 volumi mentre altri testi, specialmente di fonti, sono in preparazione ed in corso di stampa con un aumento progressivo che conforta. Una assoluta solidità finanziaria rafforzata da una amministrazione prudente ci permette di guardare all'avvenire