Rassegna storica del Risorgimento

VENEZIA
anno <1936>   pagina <1162>
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de Vecchi, di Val Cismon
con piena fiducia di potere fare sempre meglio e sempre di più come ci comanda il dovere.
Ma il nostro maggiore orgoglio e la nostra pia alta fatica sono le circa duemila pagine della rivista, della Rassegna del Risorgimento, che escono ogni anno dense di vere testimonianze storiche ed animate dai fermenti nuovi talvolta intollerabili ai faziosi, sempre impreve­dibili a coloro che non posseggono la nuova anima imperiale del Re­gime- Sono anche queste annuali adunanze nelle quali il Buon seme viene gettato a piene mani perchè cada nel campo coltivato e fertile e vi germogli, fiorisca, fruttifichi in quel domani per il anale soltanto vale la pena di vivere l'oggi e di combattere la Buona battaglia.
Grande ventura ha onesta ventiquattresima perchè nel primo anno dell'Impero Fascista trova ospitalità in Venezia, in Venezia marinara, dominante e serenissima. Espressioni di grandezza e di bellezza si fondono in questa città in una sintesi che è tutta italiana. Nata colla più remota conoscenza che si abbia della vita dell'uomo, conserva in se memorie sacre di ogni tempo della nostra storia fino ad elevarsi alla superiore perfezione ed all'intenso profumo del marti­rio nel Risorgimento e nella guerra. Martirio che è testimonianza segnata nobilmente in quell'ottimo museo che stiamo per inaugurare.
La grandezza e la potenza continuata nei secoli da questa erede di Roma sul mare sembra diffondersi nel cielo di madreperla pene­trando più intensamente negli spiriti con la forza delle memorie nella temperie sensibilissima ed incandescente dell'impero che rinasce. Questa è veramente atmosfera nella quale la spinta dei ricordi e l'ar­dore del presente assicurano il futuro con tale evidenza che per rag­giungerlo l'offerta fino all'estremo vi appare, ancora una volta come ai cinque milioni di combattenti della grande guerra, con una piena serenità. Venezia, imperiale, vestita di bellezza e di gloria profumata di ogni arte, guerriera ed audace, in una continuità sempre viva ci dona oggi l'atmosfera eroica nella fede che è più che mai necessaria alla nostra scienza ed alla nostra arte.
La ospitalità colla quale ci accoglie è pari a tanto dono e la nostra gratitudine è viva ed è profonda.
Altezza Reale ed Imperiale,
la splendida città che non conobbe mai confini al rischio delle sue navi ed alla fierezza degli uomini suoi ha dato oggi al vento che viene di oriente tutte le sue bandiere di gloria per Voi, Principe Erede e Capo e Uomo di guerra.