Rassegna storica del Risorgimento
SVEZIA ; GUERRA 1914-1918
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1936
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pagina
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1185
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L Svuxia e Vintervento in guerra deWItalia 1185
Il baroni: Bildt mi ha dato ragione ed ha infine espresso la sua speranza che tra le nostre due nazioni non sorga alcuna inimicizia. Quanto precede Ò esclusivamente destinato a Sua informazione personale e La prego di telegrafarmi tutto quanto Le riuscirà di conoscere su questo argomento. *)
Due giorni dopo, a completamento del precedente dispaccio, Son-nino informava Carlotti che il barone Bildt, ncll'esprimere il desiderio del proprio Sovrano a che V Italia restasse neutrale, aveva soggiunto che in caso contrario la Svezia sarebbe stata costretta, in relazione al mutamento della situazione generale, a prendere una qualche decisione . Sonnino gli avrebbe risposto di non comprendere
come la Svezia, qualunque fosse stato il contegno dell1 Italia, si trovasse costretta a rinunziare alla propria neutralità ed a spingere in tal modo la Russia, i cui sforzi erano attualmente diretti a raggiungere a sud il mare libero, a ritornare alle sue antiche mire consistenti nella costituzione di un impero sul Mare del Nord. *)
Il passo compiuto dal barone Bildt era di una gravità davvero eccezionale ed esso non può essere interamente compreso se non richiamandoci direttamente ai principi che ispiravano la politica estera della Svezia nel conflitto europeo già esposti all'inizio di queste note. Il ministro svedese aveva delineati con rude franchezza tutti i pericoli della situazione senza tralasciare di mettere in luce le estreme conseguenze che l'intervento in guerra dell'Italia avrebbe potuto provocare nelle determinazioni future del suo governo. Sorto questo aspetto il passo compiuto veniva ad assumere un carattere di aperta minaccia ed il barone Bildt, a differenza di quanto doveva in seguito dichiarare al nostro ministro a Stoccolma lo stesso ministro degli esteri svedese, probabilmente si era deciso ad abbandonare qualsiasi reticenza allo scopo di conferire maggiore importanza all'avvertimento del proprio sovrano. Tuttavia, anche se le dichiarazioni del diplomatico svedese erano comprensibili, pure esse rivelavano una insufficiente valutazione della situazione politica italiana ed una infelice scelta di tempo.
1) Cfr. Die Imernaiionalen Beziekungen im Zeitalter des Imperialismus, tur., H, 7, 2, D. 622, p. 613; L'Intervento dell'Italia nei documenti segreti dell'Intesa, D. 148, pp. 170-171, Roma, Casa ed. Intemazionale, 1923.
2) Cfr. Die Internationalen Besiehungen im Zeitalter des Imperialismus, cit., II, 7, 2, nota 2, p. 613.