Rassegna storica del Risorgimento
SVEZIA ; GUERRA 1914-1918
anno
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1936
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pagina
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1186
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1I6
Mario Toscano
Davvero si poteva ritenere seriamente a Stoccolma che l'Italia, una volta presa la determinazione di scendere in campo contro gli agguerriti eserciti degl'Imperi Centrali, si sarebbe lasciata indurre a rinunciare alla realizzazione delle proprie aspirazioni irredentistiche dalla lontana minaccia svedese ? Il nostro abbandono della neutralità presupponeva già da solo la cosciente decisione di affrontare altri ben più gravi pericoli che non quelli provocati da un eventuale intervento della Svezia e non sarebbe certo stata ragionevolmente sufficiente questa sia pur deprecabile eventualità a fare rivedere i calcoli del Governo italiano. D'altra parte è necessario convenire che il passo del barone Bildt era troppo tardivo per poter essere efficace. Il 26 aprile 1915 non solo l'Italia aveva già sottoscritto il Patto di Londra, ma tutta la gran maggioranza dell'opinione pubblica nazionale si era decisamente schierata in favore dell'intervento. Se non fosse per l'esplicita smentita data successivamente dal Governo svedese, si dovrebbe concludere che, in simili condizioni, il passo del barone Bildt non poteva essere altro che la resultante di un disperato appello del Governo tedesco.
Comunque, l'avvertimento doveva essere motivo di viva preoccupazione per il nostro ministro degli esteri tanto più che successive notizie pervenute da Stoccolma parevano confermare le dichiarazioni del diplomatico svedese.1J Molto accortamente quindi il barone Son-nino aveva replicato al suo interlocutore mettendo in luce tutti i pericoli che avrebbe importato per la Svezia un suo intervento a fianco della Germania. Analogamente a Grey il capo della Consulta aveva senz'altro indicato nei rapporti russosvedesi il punto nevralgico della situazione. Le considerazioni del nostro ministro avrebbero quindi dovuto essere oggetto di profonda meditazione da parte del Governo di Stoccolma.
5. Nell'attesa di un probabile intervento dei Governi dell'Intesa presso quello svedese s'imponeva pertanto un'immediata diretta azione chiarificatrice dell' Italia a Stoccolma e la collezione dei documenti diplomatici russi contiene a questo proposito due interessanti dispacci del nostro ministro degli esteri i quali stanno a testimoniare quanto pronto ed efficace sia stato P intervento del barone Sonnino
!) La raccolta italiana già Bit.: L'Intervento dell'Italia nei documenti segreti dell'Intesa, (D. 150, p. 174), contiene infatti tra telegramma mal decifrato del ministro d*Italia a Stoccolma Toramasini del 28 aprile 1915 in cni si parla delle velleità della Svezia di entrare in guerra a fianco della Germania vedendo questa minacciata da ogni parte, visto che la rottura dell'equilibrio in Europa sarebbe riuscito a detrimento della Svezia