Rassegna storica del Risorgimento

SVEZIA ; GUERRA 1914-1918
anno <1936>   pagina <1188>
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1188 Mario Toscano
col nostro Tommasini 11 giorno successivo ebbe a confermare di avere dato l'incarico al proprio rappresentante di conferire col nostro Sovrano e col barone Sonnino, ci si domanda se sia verosimile che il barone BUdt vecchio ed esperto diplomatico abbia potuto assumersi un'iniziativa del genere 6enza essersi consultato col proprio governo. Non resta pertanto che formulare una duplice ipotesi e precisamente che: o il ministro degli esteri svedese preoccupato dalle conseguenze derivanti dal passo compiuto dal barone BUdt, avuto riguardo al contegno tenuto da Sonnino ed in possesso di migliori informazioni sulla situazione italiana, abbia ritenuto opportuno attenuare la sfavo­revole impressione riportata dal nostro governo attribuendo alla comu­nicazione del 26 aprile una diversa più amichevole portata; oppure esistesse una divergenza di idee circa la questione italiana tra il Sovrano più facilmente soggetto all' influenza della Corte tedesca ed il Gabi­netto consapevole delle difficoltà di un eventuale intervento armato.
Entrambe le ipotesi appaiono verosimili: per giustificare la prima è sufficiente il tenore delle dichiarazioni del ministro degli esteri in contrasto con quelle del barone Bildt; per la seconda è importante la duplice considerazione che il diplomatico svedese richiamandosi a tassative disposizioni avute dal suo Sovrano, aveva chiesto di con­ferire, contrariamente alle consuetudini, col Re d'Italia, mentre il Ministro degli esteri si era affrettato a dichiarare, non richiesto, che la corte imperiale tedesca non aveva alcun contratto col Re di Sve­zia . B tuttavia probabile che la verità stia nel mezzo. L'iniziativa può essere partita da Re Gustavo, ma poiché essa fu posta in esecu­zione dal ministro a Roma, organo normale delle relazioni diploma­tiche fra i due governi, essa dovette essere nota pure al ministro degli esteri il quale ritenne, in un momento successivo, opportuno rivedere il proprio atteggiamento attenuando la portata dell'iniziativa reale.
Questa marcia indietro del governo svedese veniva confermata dalle esplicite dichiarazioni fatte successivamente dal Re Gustavo al nostro ministro Tommasini. Il 2 maggio 1915 il barone Sonnino inviava infatti al marchese Carlotti il seguente dispaccio:
H Regio Ministro a Stoccolma telegrafa:
Sua Maestà il Re di Svezia che ho visto questa sera mi ha detto di essere stato informato dal suo ministro degli esteri della mia conversazione di ieri e si è affrettato a ringraziarmi per avere provveduto a chiarire qualsiasi dubbio e l'erronea impressione sorta circa le intenzioni della Svezia. Egli ha confer­mate le dichiarazioni fattemi ieri dal ministro degli esteri e mi ha data la sua parola d'onore che nessuna influenza tedesca ha agito sui passi che Bildt era