Rassegna storica del Risorgimento

SVEZIA ; GUERRA 1914-1918
anno <1936>   pagina <1189>
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La Svezia e l'intervento in guerra dell'Italia 1189
stato incaricato di compiere presso il nostro Sovrano e presso l'Eccellenza Vostra. Sua Maestà ha soggiunto che, senza volere esporre le sue idee sul nostro conflitto coli AustriaUngheria, noi potremmo conservare la neutralità ed evitare una guerra colla Germania che è stata nostra alleata durante tanti anni. Dopo che io ebbi dichiarato di ignorare le nostre effettive trattative colle Potenze Cen­trali, ho aggiunto di non dubitare un istante che il Regio Governo ben comprende tutta l'importanza dei buoni rapporti fra noi e la Germania e sia interessato a mantenerli pur tenendo conto degl'interessi vitali della Nazione. *)
Le dichiarazioni del Sovrano svedese non potevano essere più esplicite e riassicuranti. L'azione svolta a Stoccolma dal ministro Tommasini per incarico del barone Sonnino non avrebbe potuto riu­scire più rapida e fruttuosa. Degna di rilievo appare l'insistenza collo quale il Re Gustavo cerca di respingere l'accusa di aver agito dietro pressione della Germania e pure sintomatico risulta il desiderio del sovrano di armonizzare le proprie dichiarazioni con quelle del suo ministro degli esteri quasi a ribadire un'unità di vedute che nessuno aveva esplicitamente contestate. Infine, le considerazioni finali di Tommasini circa i rapporti italo-germanici seppure stonate quando si pone niente al fatto che in quel momento l'Italia aveva già sotto­scritta l'adesione alla Triplice Intesa, sono tuttavia ben comprensibili se riferite alla proverbiale discrezione del barone Sonnino che giunse al punto di condurre a termine tutti i lunghi negoziati di Londra lascian­done all'oscuro persino il nostro sotto segretario di Stato agli esteri !a)
6. Chiarita felicemente, nel modo di cui sopra, la portata del passo svedese a Roma del 26 aprile 1915, l'Italia aveva esaurito il suo com­pito a Stoccolma, ma era evidente che l'Intesa non avrebbe voluto lasciarsi sfuggire l'occasione per intervenire presso il Governo svedese allo scopo di eliminare le ultime incertezze ed i residui di diffidenza. Anche questa volta l'iniziativa partì dal Governo britannico i cui interessi in Svezia erano prevalenti. H 3 maggio 1915 il ministro degli esteri russo Sazonoff telegrafò ai propri ambasciatori a Londra ed a Parigi nei seguenti termini:
H ministro di Svezia a Roma ha dichiarato poco tempo fa al ministro italiano degli esteri che l'unione dell'Italia alle Potenze della Triplice Intesa potrebbe cagionare l'abbandono della neutralità della Svezia ed il suo
1) Cfir. Die InternaiUmahm Beziehungen im Zeitalter des Imperialisntus, eh., II, 7, 2,
D. 665, p. 657.
2) Cfr, MABIO TOSCANO, Gli Accordi di San Giovanni di Mariana, cit., p. 81; ANTONIO SAÌANDBA, L'Intervento, p. 181, Milano, Mondadori, 1930.