Rassegna storica del Risorgimento

SVEZIA ; GUERRA 1914-1918
anno <1936>   pagina <1195>
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La Svezia e l'intervento in guerra dell'Italia 1195
7. Le conclusioni che si possono trarre da questa interessante pagina della storia diplomatica del nostro intervento potrebbero essere così riassunte.
In primo luogo l'intervento svedese a Roma conferma l'importanza decisiva attribuita all'entrata in guerra dell'Italia.
Secondariamente appare evidente come le dichiarazioni del barone Bildt, non solo rispecchiassero un sentimento ostile del proprio Paese verso l'Intesa, ma fossero scarsamente conciliabili colla posizione di Potenza neutrale in cui si trovava la Svezia.
In terzo luogo risulta in tutta la sua luce la singolare azione personale svolta da Re Gustavo.
In quarto luogo è chiaro che il reciso contegno tenuto dal barone Sonnino stroncò fin dall'inizio la manovra svedese, tanto che la questione poteva ritenersi risolta coniazione diretta svolta dal Governo italiano a Stoccolma. Il ministro degli esteri svedese dà l'impressione di avere svolta una politica non sempre coerente e di essere rimasto molto preoccupato dall' idea di giungere alle conseguenze estreme del passo compiuto a Roma il 26 aprile 1915.
Infine, mentre l'iniziativa dell'Intesa rimase sempre alla Gran Bretagna e la Francia seguiva con una certa indifferenza la politica alleata, i rapporti russo-svedesi costituivano il punto nevralgico delle relazioni tra la Svezia e l'Intesa.
È soprattutto alla piena comprensione della delicatezza della situazione da parte di Grey, Sazonoff e Sonnino, che si deve il felice superamento del momento cruciale dei rapporti politici tra la Svezia e gli Alleati. Chi usci in peggiori condizioni da questa contesa fu senza dubbio la Germania che vide fallire miseramente il pur comprensibile tentativo di ristabilire subito, mediante l'intervento della Svezia, quell'equilibrio delle forze ormai rotto definitivamente dall'adesione dell'Italia alla Triplice Intesa.
MARIO TOSCA.NO