Rassegna storica del Risorgimento

1822 ; TOSCANA ; PISA ; CARLO ALBERTO RE DI SARDEGNA
anno <1936>   pagina <1197>
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FONTI E DOCUMENTI I I
COSPIRATORI PIEMONTESI IN TOSCANA ED UN FALLITO ATTENTATO ALLA VITADI CARLO ALBERTO
IN PISA NEL 1822
Il 27 dicembre 1822 il Direttore Politico della Legazione di Bologna scri­veva alla Presidenza del Buon Governo di Firenze:
Per sospetti bastantemente fondati di una condotta immorale e antipolitica fu giorni indietro ordinato ai studenti piemontesi praticanti in questa Università Luigi Scanegatti e Cesare Perrone di partirsi dallo Stato Pontificio in termine di 24 ore. Come essi desiderarono di dirigersi costà mi credo in dovere di prevenire di ciò V. S. 111.ma per quelle misure ch'Ella credesse adottare in proposito ed a riguardo dei giovani suindicati. *)
Il Buon Governo ringraziava della comunicazione e, controllato che il giorno 20 dicembre gli individui segnalati avevano preso a Firenze il visto per Livorno, inviava al Governatore di quella città l'ordine di sfrattarli e ritirar loro le carte di soggiorno che potessero aver ricevuto. Ma Livorno comunicava che il 26 dicembre i due piemontesi avevano preso il visto per Marsiglia; che erano partiti alla volta di Pisa lasciando i propri bagagli nella casa ove avevano preso alloggio e dicendo che sarebbero ritornati presto; che non se ne aveva notizia e che si sospettava fossero tornati a Firenze di nascosto. A Pisa non furono rintracciati. Il 9 aprile 1823 il Consigliere Corsini avvisava la Presidenza del Buon Governo:
Dalle liste de' forestieri da non molto tempo giunti nel Granducato, ho rilevato l'arrivo di un tal Cesare Perronne (sic), Piemontese, che so essersi trasferito a terminare i suoi studi nell'Università diPùta. Questo nome essendo tra quelli che figurarono nelle turbolenze del Piemonte del 1821 mi è occorso di verificare che quantunque esso non sia gueu'Ufiiciale Du Perron che fu tra i condannati dai Tribunali piemontesi, tuttavia aveva tenuto una condotta tale da meritare di essere allontanato dalla sua patria e che per tal motivo si era trasferito all'Univer­sità di Bologna per proseguire i suoi studi e che ne era stato espulso recentemente. Obbligato di tornare a Torino, gli fu rinnovato l'ordine di partire e sapendosi che si portava in Toscana ne è stata prevenuta questa Legazione Sarda onde 1 o facesse invigilare ene informasse anche il Governo.
II 12 aprile, accertato che il 31 marzo il Perrone aveva preso a Firenze il visto per Pisa, si trasmetteva al Governatore di Pisa l'ordine di sfrattarlo. H 3 aprile il Perrone si era presentato alla segreteria di Pisa, ove, esibendo un regolare passaporto, aveva ottenuto la carta di soggiorno per due mesi.
1) ARCHIVIO STATO FIRENZE, Buon Governo Segreto, anni lf}22~24, filza 7, inserto 73.
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