Rassegna storica del Risorgimento

1822 ; TOSCANA ; PISA ; CARLO ALBERTO RE DI SARDEGNA
anno <1936>   pagina <1198>
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Ernesto Benedetto
In obbedienza all'ordine di Firenze gli fa intimato lo sfratto, ma il Perrone si trasferì a Firenze ed attraverso la Legazione Sarda dimostrò che non esi­steva nei suoi confronti l'oliontanamento coatto dalla patria, per cui gli venne concesso di soggiornare in Toscana; concessione da rinnovarsi però ogni venti giorni.
Il 30 maggio 1823 la Presidenza del Buon Governo riceveva dal Consigliere Corsini il seguente appunto:
La Polizia di Milano fa sapere che un tale Andriani, detenuto, ha confessato che una delle due commendatizie trovate sopra di lui e firmata Filippo e colla direzione al Cav. Cesare Perrone eragli stata rimessa a Ginevra dall'ex Generale De Master, mio dei milanesi più com­promessi nella rivoluzione piemontese.
Si aggiunge che il Perrone, reputato sospetto in materie politiche a Bologna, era venuto in Toscana con un tale Luigi Scannagatti ugualmente sospetto.
La sua ormai provata relazione con uno dei più ardenti rivoluzionari qual'è il Master che gli raccomanda l'emissario di una setta (joal'è l'Andriani fa desiderare alla Polizia di Milano di aver certezza di ciò che resultasse da una severa sorveglianza esercitata sopra di lui e da una ispezione delle carte che gli venisse fatta. Merita di essere riscontrato cosa sia stato dello Scannagatti, sul quale converrebbe prendere un provvedimento.
H detto Andriani altri non era clic il famoso Alessandro Andryane, il prigioniero dello Spielberg, il compagno di cella del Confalonieri, il cospiratore inviato in Italia sul fiorire del '22 dal gruppo dei fuorusciti di Ginevra capeggiati da Filippo Buonarroti e dal barone G. Filippo De Meester Hugoel, il vecchio generale milanese del Regno Italico, condannato a morte dall'Au­stria per i fatti del '21. Aveva avuto l'Andryane l'incarico di riannodare le fila del movimento rivoluzionario italiano attraverso una nuova organizzazione Segreta rappresentata da una setta riorganizzata dal Buonarroti e detta dei Maestri Sublimi o Perfetti Muratori. Fra stato arrestato a Milano il 17 gen­naio 1823. J>
Immediatamente il Presidente del Buon Governo ordinava che fosse fatta ima perquisizione alle carte del Perrone non meno che a quelle di certo barone Luigi Defilanti, che è risultato essere nella più grande intimità col Perrone .
La perquisizione fu effettuata il 31 maggio ed ì due giovani interrogati.
Cesare di Carlo Giacinto Perrone, d'anni 21, nato a Torino, studente in legge, abitante in via Orsammichele, n. 573, presso Michele Macpherson, dichiarò di essere stato circa dieci mesi a Bologna a studiare, d'essere venuto a Firenze in seguito allo sfratto dagli Stati Pontifici, indi a Livorno donde era
i) D. SPADONI, II generale G. F. De Meester, in Rassegna Storica del Risorgimento, 1929, fase. IV, p. 868; A. Lezio, Nuovi documenti sul processo Confalonieri, pp. 48, 87. 106; R, MANZONI, Gli esuli italiani nella Svìzzera, Milano 1922, p. 39; N. RODOLICO, F. Buonarroti, in Dalla vita e dalla storia contemporanea. Città di Castello 1913, p. 117, 124.