Rassegna storica del Risorgimento
1822 ; TOSCANA ; PISA ; CARLO ALBERTO RE DI SARDEGNA
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1936
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1199
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Cospiratori piemontesi in Toscana* eco* 1199
andato a Torino per poi ritornare a Firenze. Confessò di avere amici e frequentare in Firenze il Deffanti piemontese, il Mossotti, il pittore Menzi, anch'essi suoi compatrioti nonché certo Bollini di Novara allievo dell'Accademia.
Luigi del vivente Paolo Deffanti di Cherasco, di anni 25, nobile proprietario, dichiarò di essere in Firenze da otto mesi e di abitare in Vacehereccia presso Andrea Massai. Disse che proveniva da Marsiglia ove aveva soggiornato due mesi e dove era stato altre volte poiché, cosi rispose a è' un paese che mi diletta 1 Negò assolutamente di conoscere o praticare alcuna persona in Firenze e, pur ammettendo di frequentare il Caffè dell'Ebe ove convenivano parecchi giovani, affermò di non avere intrinsichezza con essi, tanto da non conoscere il nome di alcuno di loro, limitandosi la loro relazione al semplice saluto di cortesia all'entrata e all'uscita dal locale.
L'interrogatorio non fornì alcun elemento interessante e la Polizia trasmetteva le carte sequestrate alla Presidenza del Buon Governo col seguente rapporto:
Esaminate attentamente le caste perquisite al Patrone non è stato trovato di rimarcabile che un indirizzo del Conte Santa Rosa al Ministro dell'interno di Francia in data 22 luglio 1822 col quale implora protezione per i rifugiati piemontesi, il quale documento potrebbe fai sospettare che vi fosse qualche relazione tra il Perronc e il predetto ex-ministro costituzionale.
In quelle di Beffanti sono stati riscontrati diversi scritti di mano del medesimo spiranti tutti il più. caldo liberalismo e dai quali manifestamente apparisce che egli è uno dei più ardenti fautori delle massime del giorno.
Vi sono alcune lettere dello Scannagatti dalle quali si rileva che questi è adesso libero in Torino.
Sono state trovate moltissime lettere amatorie scritte da certa signora Giuseppa... d cui non si rileva né il cognome né altra indicazione, ma che sembrano essere state scritte in Firenze. Tutte queste lettere che sono in numero di quasi cento, spirano massime della più esaltata filosofia, sono scritte con buono stile e possono riguardarsi come assolutamente straordinarie nel genere a cui sono relative e trattandosi di una donna che scrive. Si rileva dalle altre carte che il Deffanti ha viaggiato in Francia e hi Spagna con certo Turicchi che adesso è relegato a Susa per materie politiche, e che è in relazione con un Conte Bachis ebe pare esso pure compromesso negli affari di Piemonte. Non si trovano rammentati né nelle carte di Deffanti, né in quella di Perronc l'Andriani e l'ex-generale Maester.
L'ispettore di Polizia s'era probabilmente commosso alla lettura del centinaio di lettere amatorie della ignota signora fiorentina e non aveva rilevato l'importanza di altre lettere repertate e registrate nel verbale di perquisizione. Ma il Presidente del Buon Governo non soffriva evidentemente di romanticismo e, presa visione dell'incartamento, ordinava che i due soggetti fossero sfrattati previa restituzione delle carte, meno alcune lettere a loro indirizzate da individui di Livorno e di Pisa. Più che Io stile straordinario nel genere dell'epistolario femminile, giudicava interessare la Polizia politica i sentimenti espressi nelle lettere maschili ove si parlava della più santa delle cause