Rassegna storica del Risorgimento

1822 ; TOSCANA ; PISA ; CARLO ALBERTO RE DI SARDEGNA
anno <1936>   pagina <1205>
immagine non disponibile

Cospiratori piemontesi in Toscana, ecc..
in Londra, nel novembre del 1821, per Vinteressamento di un certo Black, ottiene un passaporto inglese per Corfu, via Francia-Italia, al nome di
Checché ne sia, il tempo potrà far conoscere In verità; intanto io mi protesto che sono avversigsiroo alla Costituzione di Francia, come a qualunque istituzione che non assicuri la perfetta libertà ed uguaglianza dei cittadini, ma finché non avrò prove più convincenti, non potrò assolutamente chiamar traditore l'Ansaldi, e siccome io non voglio nascondere a te il mio modo di pensare prendo quest'occasione per palesartelo.
Pertanto la perdita di Appiani e Rattazzifu gravissima per le cose d'Italia. Io era amico dell uno e dell'altro ed amendue morirono nelle mìe braccia. La loro corrispondenza cadde intanto intieramente nelle mani d'Ansa Idi il quale, non potendo bastare a tutto ani pregò di assumerla, riservandosi quelle cose che per essere lavori di più eminenti gradi della Franun. non si consente che vengano a profani divulgate. Ora poiché il generale Ansaldi ed i suoi corrispondenti lavorano indefessamente per instaurare la libertà nella nostra Patria, sarebbe ornai uno sciocco ed intempestivo pregiudizio in me il non cogliere si propizia occa­sione di contribuire co' deboli miei mezzi a scopo sì degno. Né credo che tu sia per condannarlo; anzi sarebbe a desiderarsi che persone di maggior ingegno e capacità fomite, che io non sono, si tenessero coll'Ansaldi per dirigere coi loro lumi la buona volontà che non manca a lui e trarre il maggior partito possibile del credito di cui egli gode in Francia ed in Italia, credito che i suoi errori e le accuse altrui non bastano ad offuscare. Questa cosa non mancò di dispiacere ad Oreglia ed ai suoi seguaci i quali di ninna cosa lodevole occupandosi ed intesi solo a diffamare or questo or quello ed ignari affatto delle presenti scerete operazioni dell'An­sai di e d altronde troppo tenuti alle loro opinioni riguardano me come loro nemico, ed io loro.
(L ingratitudine e la disposizione alla calunnia che ho scorto in loro a mio riguardo fu anche uno dei principali motivi eh' io faccio poco caso delle loro gratuite asserzioni, ch'essi convengono non essere suscettibili di dimostrazione).
Io sono ora molto più informato delle cose passate di quello ch'io lo fossi quando tu sei partito e la facilità e pieghevolezza con cui io mi prestava alla tue e loro ragioni debbono convincerti ch'io sono amante della verità e che la cerco di buon cuore e sinceramente. Ma l'estensione di una lettera non basta ora ad addarti certe ragioni che solo potrò accennare a voce quando ti vedrò.
Tu intanto fratello mio ricordati che salus patriae suprema lex est e non tralasciare giammai di adoperarti pella nostra causa, ora colle parole, ora cogli scritti ed ora colle opere.
Ti trascrivo ora le principali notizie che abbiamo ricevuto recentemente da Torino. Il Re entrò in Piemonte facendosi precedere da una amnistia la più infame ed inintclliggibile.
Ma un bel giorno si vide davanti la porta della sua campagna di Govone, dove egli si diresse dapprima, una forca bene armata. E quando egli giunse a Torino, fu, da quello stesso che scrisse tan> > lettere anonime, mandato il Gran Collare della Nunziata al Boia accompa­gnato dalla patente e d'una lettera in cui il sovrano pareva lodare lo zelo ed i servizi pre­stati da questo personaggio e conferirgli questa dignità, invitandolo a presentarsi al Ministero degli Affari Esteri, il che esso esegui e fu scornato ed il Ministero profanato.
Pochi giorni dopo trenta Ufficiali e quattro Tenenti Colonnelli adunatisi a pranzo da Duffour firmarono una rappresentanza al Re in cui disapprovavano e lamentavano i rigori e le atrocità commesse contro tanti loro concittadini e compagni d'arme e chiesero le loro dimissioni. Ci scrivono che è probabile che si componga il Ministero nel modo seguente:
S. Mezzano agli Esteri Des Geneis alla Guerra - ed il Cav. Roget di Cholex all'In terno. Ci scrivono ancora che più di 500 impiegati civili furono deposti e più di 400 Uffiziali. I soldati disertano a furia in Francia. Il Cav. Fox Piffera Magna col quale sono in corraspon-denza perdette l'impiego per essere liberale: subito che possa mi promise di passare qui a Barcellona, dove intraprenderemo la pubblicazione di un giornale italiano intitolato: il Costituzionale Italiano. Un simile periodico che si stampava a Londra contribuì non poco al ristoramento della Costituzione in Spagna: non mancare dunque di mandarmi quante notizie ti possono pervenire e che facciano pel caso nostro; puoi anche talora spedirmi i giornali
7