Rassegna storica del Risorgimento
1822 ; TOSCANA ; PISA ; CARLO ALBERTO RE DI SARDEGNA
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1936
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Ernesto Benedetto
Al Signor Bouquet. Pisa
Livorno 1 giugno 1822, Carissimo amico.
Il signor Grant mi mandò il pacchetto che vi mando col latore della presente. Esso pacchetto è venuto col brigantino L'Oceano ed intanto per la spesa vi addebito di paoli 5 Va- La Minerva non è arrivata ancora e non posso immaginarmi il motivo della sua tardanza. Basta, quando giungerà ve lo farò sapere. Delle lettere d'oggi di Messina mi scrivono ohe colà era arrivato un bastimento Sardo da Candia portando la notizia che quell'isola era tutta in potere dei Greci ad eccezione di due sole fortezze. Quelle di Corfù e Zante portano la tesa di Napoli di Romania e che la squadra greca di circa 80 vele andava in traccia della Turca, che l'abbia incontrata a Cismè e ebe la bloccava; portano anche molti fatti d'arme in Tessaglia colla peggio sempre dei turchi e che anzi due Pascià erano rifugiati in due diverse case ove gli avevano bloccati. Queste sono le notizie d'oggi, meritano però conferma giacché sono ridotto nella massima incredulità. Salutami il Varsclli, ditegli che non sia più in collera con me. Addio. D. Pertunzi.
Livorno, 8 giugno 1822. Amico carissimo,
(parla di un conto di Lire 573 circa del B. presso il Banco Mospignotti e di un baule arrivato daW'Inghilterra all'indirizzo del B.)... Se però i tuoi amici di Londra ti manderanno un altro baule come questo ti accomoderanno bene. D baule vuoto, e le spese sono quasi per pieno; figurati dunque che buon servizio ti hanno fatto... I sentimenti del Signor Varselli non mi fanno meraviglia conoscendolo per discendente del sangue nobile e molto più allevato per la tirannia e di maniera che non si può sperargli una conversione, basta ! creperà chi non sente amore per i suoi simili e li considera minori di lui o quasi fatti da un altra terra o vile fango... Nel baule trovai un pugnale da uffizi ale di marina e una sciabola: dimmi questi con
chi devo mandarteli. Dionisio Pertunzi.
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Livorno, 3 giugno. Mons. Alexandre Bouquet. Pise.
Mon ami, J'ai parie pour le passeport en question. Lea amis auxquels je me suis adressé m'ont répondu que pour aller en Suisse il sufEt de faire viser le passeport qu'on possedè ce qui est très facile. Mais ce n'est pas là notre affaire. Je leur ai fait quclqucs observatìons. Hs m'ont entendu et ils m'ont dit que la chose est difficile. Il faudrait deus ou trois négo-ciants qui assurassent le consul que Monsieur Gessner est allemand... Pcnse donc à ce que tu veux faire, et écris-moi le, que je me Cerai un vrai plaisir de t'etre utile; Adieu. Toux a toi. Tonino.
Livorno,il di 10 giugno 1922Al Nobil Uomo il Signor Cav. Aless. B.di S.Giuseppe Gran Croce dell'Ordine della SS.ma Annunziata etc. etc. Pisa.
A. C. Mi pervenne la dolcissima tua del di 8 andante, entro alla medesima trovai il biglietto per l'amico comune P., glie lo consegnai ma fino a ieri non mi diede niente, forse oggi lo farà, su di che ne sarete avvertito. Mi dispiace di dirti che la pazzia del medesimo va di giorno in giorno aumentandosi, senza speranza di nessun miglioramento. Io però come amico lo consigliai di fare una gita fino a Firenze e se occorre anco di metterlo in quello spedale di S. Bonifacio. Trovai qualche resistenza ma mi lunsingo di farlo decidere, durante il mio breve trattenimento in questa città. Questa sera Io consolerò dicendoli che a Pisa vi è un altro che patisce (intendo di V. S.) e che probabilmente gli farà compagnia, dunque preparati. Il medesimo P. mi diede una lettera per te nel giorno medesimo che venni qui; essa