Rassegna storica del Risorgimento
1849
anno
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1937
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Dopo la caduta della Repubblica romana 113
dell' apparente età di 30-35 anni, alquanto complessa, coi capelli già staccati dalla cute, di colore scuro e piuttosto lunghi, cosi detti alla puritana , e si notavano gli occhi sporgenti, metà della lingua penzolante fra i denti, la trachea rotta, e un segno circolare al collo, segni non equivoci di sofferto strangolamento. Fatta l'autopsia del cadavere, fu trovato un feto di circa sei mesi, e mancavano due denti molari alla mascella sinistra, ed un altro molare alla mandibola destra. Il corpo era vestito di camicia di cambrik bianco, di sottana simile, di bour-nous egualmente di cambrik, fondo paonazzo, fiorato di bianco: era scalzo, senza alcun ornamento alle dita, al collo, alle orecchie, benché forate. La moltitudine delle persone accorse da S. Alberto, da Primaro, da Mandriole, e da altri luoghi finitimi, non seppe riconoscere il cadavere. Lo stesso Commissario in un successivo rapporto al Ministro dell'interno, in data 17 agosto, dava più ampi schiarimenti, e aggiungeva che ormai non v'era più dubbio sull'identità del cadavere; questo era proprio quello della donna che seguiva Garibaldi , e cbe era stata condotta morente, su di un biroccino, da Garibaldi stesso, alla casa colonica dei fratelli Ravaglia, dei quali uno era fattore del marchese Guiccioli, in una proprietà di lui alle Mandriole. Era ammalata di febbre perniciosa, come aveva potuto constatare il medico Nannini di S. Alberto, che trovatosi presente casualmente all'arrivo dell'ammalata, le aveva tastato il polso. Alla morte era stato presente il Garibaldi, il quale si era abbandonato ad atti d'inconsolabile dolore per tale disgrazia, e poco dopo si diede alla fuga , raccomandando a quella famiglia di dare alla sua donna onorata sepoltura. Ciò avveniva il sabato, 4 agosto, alla sera, alla presenza di più di venti persone, essendosi colà riuniti gl'inservienti di quella fattoria, per essere pagati della mercede delle opere prestate nel corso della settimana. Intanto era stato spedito sul luogo un agente di polizia, per procedere all'arresto dei fratelli Ravaglia, contro i quali già 6'istruiva il processo, ma fin d'allora sembrava chiaro che detti fratelli, mossi dal timore d'incorrere in gravi responsabilità, per il momentaneo ricovero dato al Garibaldi, e per la morte avvenuta nella loro casa della di lui moglie, si erano appigliati al partito di occultare l'accaduto, e di sotterrare in campagna il
cadavere.
Chi non volle vedere nulla di naturale nella morte della disgraziata Anita fu il Vice ispettore politico a riposo, quiescente come egli stesso si qualificava, un tal Giuseppe Radicchi, il quale, pur essendo stato trattato con inumanità ed ingiustizia dal Governo, dopo aver ricevute due mortali ferite per il suo immutabile attaccamento e fedeltà
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