Rassegna storica del Risorgimento
1849
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1937
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120 Luigi Enrico Pennacchini
sulla naturale morte dell'infelice Anita: i fratelli Ravaglia non avevano consumato alcun furto in cruci malaugurato incontro, né doveva darsi peso alle accuse fatte al dott. Nannini, e al parroco delle Mandriole,
Riguardo alle accuse mosse a quest'ultimo era da notare che il giorno 11 agosto, terminata l'ispezione e l'autopsia del cadavere, i ministri inquirenti avevano dovuto per forza asportare gl'indumenti trovati su di esso, consistenti in un Dornus, senza tasche, di cambrica colorato, con fondo paonazzo, in una sottana di cotonina bianca, pure senza tasche, e in una camicia dello stesso tessuto, perchè lavati e imbiancati che fossero stati, si esponessero alla pubblica vista per la ricognizione dell'incognita defunta. Sembrava che non fosse stato più possibile rivestire il cadavere con altri indumenti, dato lo stato di avanzata putrefazione, ma era noto che il parroco, prima di accordare l'ecclesiastica sepoltura, aveva consultato il Cardinale arcivescovo, e nel suo giurato esame, aveva accertato di aver distinto quella salma con una croce più grande delle altre esistenti nel suo cimitero.
Erroneo doveva ritenersi il sospetto che quelle vestì fossero state sostituite, dalla famiglia Ravaglia, ad altre più ricche, e contenenti gemme, oro, e danari: prescindendo dal fatto che la vigile polizia, scoperta la momentanea ricettazione concessa al Garibaldi, nella casa dei Ravaglia in loro assenza, non si sarebbe arrestata nelle sue indagini, se avesse avuto sentore del furto, era da osservarsi che la donna non era giunta in buono stato di salute non solo, ma addirittura morente; erasi, già ammalata, imbarcata col Garibaldi, e con parecchi suoi satelliti, il 2 agosto a Cesenatico, e nel giorno medesimo, o tutto al più nel successivo, quei ribaldi avevano incontrato al largo del mare alcuni navigli imperiali, che li avevano presi sotto il loro fuoco, e taluni di essi, con pronta retrocessione, avevano riguadagnato la terra presso Magnavacca, lontano circa 12 miglia dalla casa dei Ravaglia. E un fatto che nella fuga fu visto Garibaldi scendere nell'acqua uno alla altezza del petto, per giungere alla spiaggia, ed aiutare la donna a seguirlo, bagnandosi entrambi, per cui essendosi aggravato il male,' egli, per il molto affetto che le portava e per vederla in tanto cagionevole stato di salute, dovette vedersi nella necessità di cambiarla di panni (quelli che furono rinvenuti sul cadavere) posseduti o procurati. La donna era giunta su un biroccino, tirato da un cavallo, e seguito da tre uomini, uno dei quali era Garibaldi; ella giaceva come su un Ietto, giacche si era privato il biroccio del suo sedile, ed era coperta di una valenzana di lana, e Garibaldi le prodigava delle cure,