Rassegna storica del Risorgimento

1849
anno <1937>   pagina <121>
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Dopo la caduta della Repubblica romana 121
tenendole aperto un ombrello sopra, per difenderla dai calori del sole, e ripulendole la bocca della spuma che mandava, con un fazzoletto di seta; era presumibile che in quello stato non avesse busto, per avere il respiro più. libero, ed era nuda nelle gambe e nei piedi, come chi sta a letto: non era quindi possibile che fosse stata derubata in casa dei Bavaglia di ricche vesti, di oggetti preziosi, e di somme. Come era stato possibile a Garibaldi trovare un cavallo e un biroccino, e adattare questo a guisa di letto, altrettanto gli era stato facile trovare delle sem­plici vesti per cambiare i panni molli della donna con altri asciutti,, e cambiare i propri indumenti con uno alla borghese. Inoltre quando T morta la donna, Garibaldi pregò Giuseppe Ravaglia (venuto alla sua casa perchè chiamato) di darle onorata sepoltura, e di mettere un segno nel luogo scelto, per poter un giorno rinvenirne le ossa, lo avvertì, pure di aver lasciato al piano superiore un piccolo involto, perchè gli fosse conservato, avendo in animo di tornare a riprenderlo un giorno,, e tale involto conteneva, come fu da tutti osservato, una gonnella di tessuto di cotone fiorito, fondo paonazzo, simile al tessuto del bornvs,. un paio di calze di cotone fino bianco, con solette simili da donna,, fornite di due fettuccie con le lettere iniziali a stampa: A. G., formate con filato di cotone rosso, un paio di stivaletti nuovi da donna, di colore berettino nel tessuto di cui erano formate le tomaie, un paio di scarpe con tomaia di lanetta bigia in cattivo stato, adoperate ad uso di cia­batte , ed un altro paio di scarpe, in eguale stato, di tessuto di lanetta nera, con cappelletti di corame nero lucido; tutti oggetti che erano stati nel giorno 24 agosto esibiti ai ministri inquirenti da Giovanna Ravaglia (sorella degli accusati). E se, in quella disgraziata circostanza, la donna avesse avuto indosso oggetti preziosi e danari, ciò che non era possi­bile, doveva presumersi che Garibaldi, pressato dalla famiglia Rava­glia, ad mia pronta partenza, tutto avesse preso con sé. E difatti il testimone Gaspare Baldini, alias Tibillino, aveva asserito che Gari­baldi gli aveva offerto un anello d'oro, che poco prima era in un dito della moribonda, e che egli aveva ricusato, come anche un altro dei presenti aveva rifiutato una moneta d'oro, parimenti offertagli dal fuggiasco. H medico Nannini, visitata l'inferma, l'aveva riconosciuta prossima ad esalare l'ultimo respiro, perchè essa aveva gli occhi chiusi,, mandava spuma dalla bocca e faceva un rantolo come di chi muore. Il suo giudizio sull'estrema gravità della malattia si era rivelato esatto* perchè dalla visita alla morte non erano trascorsi che pochi minuti, e quando si accinse a visitare di nuovo la morente, trasportata con tutto il suo letto posticcio, jnaterasso, cuscino e valenzana, in una
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