Rassegna storica del Risorgimento
1849
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1937
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126
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126 Luigi Enrico Pennacchini
pericoli che aveva corso al tempo della repubblica, fino ad essere minacciato nella vita; e in quanto a Sebastiano Placci, sì, non si poteva negare che i suoi antecedenti politici non erano proprio del tutto rassicuranti, ma essendo egli moralmente una vera nullità (bella difesa 1) non era credibile che potesse essere lo strumento riconosciuto abile a tanta impresa. Che cosa era egli ? Un semplice precettore elementare, come avrebbe potuto assentarsi spesso da Granarolo per andare a Faenza, a Russi, a Ravenna e altrove ? Ad ogni modo erano state prese tutte le precauzioni per sorvegliarlo a dovere, e si era pregato il Commissario pontificio straordinario di Bologna di dare opportuni ordini, perchè tutta la corrispondenza del Placci, pervenuta a quello ufficio postale, fosse senz'altro sequestrata.
In quei giorni, verso la fine di ottobre 1849, era transitato per Ravenna Pietro Santarelli, ex ufficiale nei passati politici sconvolgimenti, per recarsi a Bologna, e il solerte Direttore aveva assodato che egli era soltanto incaricato di associazioni letterarie , ma avendo mostrato un contegno piuttosto simpatizzante per l'abolito ordine di cose, aveva disposto che fosse accuratamente sorvegliato nel territorio della provincia di Ravenna, e aveva interessato lo stesso sopradetto Commissario per far praticare eguali cautele al suo arrivo a Bologna, sempre per il caso che il Santarelli potesse avere qualche relazione con i macchinamene e con gl'incarichi di cui era sospettato il Placci. Per quanto direttore provinciale di polizia, il Lovatelli era rimasto sempre il tenente colonnello della Civica, di tendenze schiettamente, se non apertamente, liberali: gratta il russo, vien fuori il cosacco !
Verso la fine di novembre era comparso a Ravenna il forestiere Collier Camillo, che sotto il nome di mercadante, aveva ottenuto, dalla direzione provinciale di polizia di Forlì, il visto necessario ai documenti di viaggio, ed era andato ad alloggiare alla Locanda Spada, e poiché portava seco delle commendatizie per il delegato Lovatelli, e per il consultore di delegazione Fusconi, era stato da costoro ripetutamente visitato alla locanda suddetta. L'arrivo era stato preannunciato dal ravennate Camerani Antonio, uomo già ben conosciuto per il suo passato politico, e pregiudicatissimo, e con lui si tennero parecchie segrete confabulazioni: dati i precedenti delle persone che egli avvicinava, il Collier, non si poteva sbagliare, doveva ritenersi un messaggio . Il segretario di polizia Cesaretti aveva distribuito le armi dandole a persone sospette, e privandone sistematicamente le persone fedeli alla S. Sede, e quindi in Ravenna si portavano segnali repubblicani, si calpestavano le leggi pontificie, si disprezzavano con sfacciata baldanza