Rassegna storica del Risorgimento

anno <1937>   pagina <135>
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LIBRI E PERIODICI
ALFREDO LENSI, Napoleone a Firenze; Firenze, Rinascimento del Libro, 1936-XIV, in 8 pp. 460, ni. 25. L. 18.
Alfredo Lensi, cui Firenze deve il miracolo della restaurazione dei Quartieri Monumentali di Palazzo Vecchio, pubblica pei tipi della Collezione Moderna Rina­scimento del Libro un suo studio su Napoleone a Firenze.
È un lavoro accurato, coscienzioso quale era da aspettarsi da tale competente studioso, che rievoca in dodici agili capitoli la prima venuta in Toscana del giovane comandante l'esercito francese d'Italia e conseguentemente narra lo svolgersi della politica imperiale nella nostra regione, ove fu accolta con fiduciosa simpatia dalla maggioranza della popolazione. Anche il governo d'Elisa Bonaparte granduchessa di Toscana viene ricordato particolarmente, con le provvidenze escogitate, gli usi e costumi che furono di Francia importati. Ma per un doppio ordine d'idee il libro del Lensi è utile agli studiosi del nostro Risorgimento: per il ricordo degli eroismi dei soldati toscani che combatterono sotto le aquile del gran Córso, e per quanto narra circa Fazione di Napoleone in favore del principio di nazionalità e d'unità, che fu da lui ravvivato potentemente negli animi de' cittadini, anche se poi egli non riusci a farlo trionfare, come i patrioti italiani avrebbero voluto, sottraendo lui, ove si fosse completamente affidato alla nazione di cui era veramente figlio, alla fine che gli fu comminata, e forse dando cosi una nuova impronta alla carta geografica dell'Europa ottocentesca.
Belle illustrazioni ed opportune note accrescono il pregio del volume.
Lo studio del Lensi è di quelli che si leggono di seguito, perchè sa cattivarsi subito la simpatia del lettore, e noi auguriamo che molti lo leggano e si persuadano della sua utilità.
MARIO Pocaoror
ANGELO OTTOLTNI, La Carboneria dalle origini ai primi tentativi insurrezionali; Modena, Società Tipografica Modenese, 1936, in 8, pp. 151. L. 15.
Va data lode ad Angelo Ottolini, ricercatore infaticato, per averci offerto una sin­tesi critica, asBai desiderata, di tutto l'ampio materiale comparso in Italia e fuori intorno alle origini della Carbonerìa e al suo sviluppo sino all'inizio dei moti liberali.
Il nutrito volume non porta (né poteva portare in verità) elementi molto nuovi, i quali giovino a dissipare completamente le numerose incertezze, che esistono tuttavia, intorno ad uno dei problemi più discussi del nostro Risorgimento; ma non si deve negare che il benemerito autore ha posto in atto ogni suo impegno per una ricostruzione chiara, serena, e precisa per quanto ò consentito dall'attuale documentazione, della vita e dell'azione delle prime società segrete italiane.
Egli tocca, anzitutto, nel suo lavoro, della genesi della massoneria simbolica che giustamente fa risalile alle antiche corporazioni munitone, numerose e attive special­mente in Inghilterra sin dal secolo XIV, dalla quale Inghilterra sono state importate presso di noi nella prima metà del Settecento. La più vetusta loggia italiana per l'appunto par che sia sorta a Firenze nel 1733, per opera del duca del Middlesex, Ricorda, poi, la trasformazione della massoneria italiana da umanitaria e speculativa in nazionale in seguito alla propaganda libertaria straniera, cui si ricollegano i moti di Bologna del 1794, promossi dagli animosi Zamboni e De Rolandis.
Passa quindi ad esaminare particolarmente lo stato degli animi degli italiani durante il perìodo delle conquiste napoleoniche e dimostra diffusamente che il mal