Rassegna storica del Risorgimento

anno <1937>   pagina <137>
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Libri e periodici 137
EUGENIO DE CABLO, Albori e fiamme di libertà nel Leccese, Note ed episodi di storia locale, prefazione dcll'on. Piero Bolzon; Roma, Tip. Consorzio Nazionale, 1935 in 8o, pp. 328, ilL 18. L. 15.
Vi sono in questo libro due parti diverse, sebbene non sempre separate e distinte. L'una presenta carattere generale, tratta cioè dei fatti e degli avvenimenti più impor­tanti e dei patriotti più. insigni di tutta la regione salentina, ed è in gran parte rica­vata dalle note ed apprezzate opere di Nicola Bernardini, di Pietro Palumbo, di Saverio La Sorsa, ecc. L'altra, più interessante e più originale, tratta, con un'ampiezza che può apparire qualche volta soverchia, del movimento politico nel piccolo comune di Vernole, in provincia di Lecce, dall'epoca della Carboneria sino alla grande guerra, anzi proprio fino all'avvento del Fascismo.
Numerose sono le figure che popolano le pagine del volume, dettato con molto calore patriottico e con grande amore pel luogo natio; ma i patriotti che tra tutti maggiormente risaltano e che rappresentano si pud dire e assommano in sé tutto il movimento liberale di Vernole (almeno pel periodo 1848-1860), sono Francesco de Carlo e Vitantonio Sansonetti, entrambi antenati o congiunti dell'autore, nemici dichiarati del governo borbonico e, per questo appunto, perseguitati, chiusi in prigione, sottoposti a processo.
Il libro, che è corredato di numerosi ritratti e di altre illustrazioni fuori testo reca alla fine una nota bibliografica: avrebbe giovato anche un indice di nomi,
ERSILIO MICHEL.
SOLLTBO GIUSEPPE, Ippolito Nievo, Studio biografico con documenti inediti; Padova Tipografia del Seminario, 1936-XIV, in 8, pp. VI-314.
Al poeta soldato avevano, prima di questo lavoro, dedicate le loro attività, numerosi studiosi delle nostre lettere e della storia del Risorgimento italiano. Per non citare l'opera, nota ad ogni persona colta, di Dino Mantovani, Alessandro Luzio ha al Nievo consacrato pagine profonde e limpide, e con lui il Cozo, il Bianchini* il De Marchi, il Fatterello, che del Nievo ha dato alla luce un notevole manipolo di lettere, scritte dall'eroe garibaldino durante la sua prima giovinezza: fonte preziosa per la intelligenza del suo pensiero e del suo carattere. E con il Fattorello, il Bolturi,. con il suo pregevole studio sull'amore del Nievo per Matilde Ferrari, il Lonati, con la pubblicazione dell'epistolario, con Andrea Cossa, il Toroni, il Gallo, nei loro volumi di ricostruzione dell'opera e dell'anima del Nievo; il Chiurlo con gli studi sopra la dimora del poeta nel Frinii e sugli affetti suoi in questa terra, dalla quale doveva essergli suggerito il suo capolavoro, ed infine il Bellorini ed il Bacchellì, tutta questa valentissima serie di studiosi hanno dimostrato quanto valore abbia nella, vita della nostra formazione nazionale la figura del Patavino.
Ma una così notevole somma di contributi scientifici, se poteva dirsi di avere illuminato, a fondo, momenti singoli, episodi staccati della vita del Nievo, non ne aveva dato la sua completa figura. Il Gallo ed il Toroni che a questo compito si sono accinti, non hanno dato quanto era atteso dagli studiosi italiani. Bisognava racco­gliere la copiosa bibliografia nieviana, vagliarla, controllare i dati, non per demerito de' precedenti scrittori, ma perchè lavorando gli uni e gli altri in diversi luoghi e vari momenti, potevano essere involontariamente incorsi in inesattezze. E poi neces­sitava vedere tutta la figura del Nievo, studente, patriota, cospiratore, poeta, roman­ziere, soldato, e uomo, soprattutto uomo, con tutte le sue luci e tutte lo sue ombre, senza intenti apologetici, senza acerbità di critica preconcetta; vederlo come è stato e Carlo vedere a chi desiderava a fondo di conoscerlo.
A tanta impresa si è accinto il Solitro. Il quale, preparatosi alla impresa, per gli studi fatti sopra l'ambiento storico in cui il Nievo crebbe ed agì, ha a poco a