Rassegna storica del Risorgimento

anno <1937>   pagina <140>
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140 Libri e periodici
Giorgio Manin, il conte Battista Giustiniani, Sebastiano Tecchio, Io fanno ardentis-simo per la idea cavourriana. Sullo scorcio del 1858 lavora intensamente nei Comitati di emigrazioni e servendosi di diversi pscndomini svolge la sua opera di persuasione in vari giornali. Il movimento che sbocca nei Cacciatori delle Alpi lo trascina e sotto la guida del Nizzardo egli fa la campagna del 1859: sono di questa epoca e di questo ambiente storico gli Amori Garibaldini, uscito Fanno dopo a Milano, per i tipi del benemerito Ezuclli. Yillafranca gli ispira un carme pieno di passione dolo­rosa: né egli può esimersi come quasi tutti i suoi contemporanei dal gettare il fango addosso a Napoleone HI cui solo oggi la serena critica storica rende finalmente giu­stizia. L'odio suo per l'imperatore ei processi egli sferza ne' GHAmoriin cui colpisce il delitto pasciuto entro tepenti coltri. Bene fa il Solitro ad esporci con larghezza di dati un'operetta politica del Nievo, composta tra il dicembre 1860 e il febbraio 1861, di cui Alessandro Luzio potè salvare un frammento, edito, per concessione dello illustre storico, dall'edizione fatta dal Bacchelli delle migliori pagine di Ippolito. H lavoro che si intitola Sulla rivoluzione italiana rivela la notevole serietà politica nel giovane poeta soldato della nostra indipendenza: e con Venezia e la libertà italiana costituisce una notevole documentazione del pensiero e dell'anima del Nievo in quel tempo in cui venivasi, con rapida progressione, effettuando l'unità della patria. Il Solitro in dense e vibrate pagine ci parla, ora, del Nievo garibaldino: ci menziona il suo Diario dal 5 al 28 maggio che il Luzio ha pubblicato nel 1910: ce lo rappre­senta nelle funzioni delicate affidategli dal comando supremo, fino alla tragica morte. E la fine del soldato poeta che avrà in tutti i suoi contemporanei l'eco dolorosa, il valente biografo associa all'ultimo e certo il più grande amore del Nievo, per hi cugina Beatrice Melzi d'Eri!, bellissima ed intelligentissima; amore contenuto nelle più pure sfere, vinta dopo aspre lotte la fragilità umana indissociabile dalla passione che avvince l'uomo e la donna; ma non per questo meno potente, meno doloroso, meno poetico. H Solitro, servendosi con abilità di quanto il Chiurlo ha detto sull'argo­mento, ci parla con obbiettività commossa di questa ultima pagina della vita di Ippo­lito, la più bella, a mio sentore, delle molte pur notevoli per sentimento, e per arte, che il suo cuore e la sua intelligenza hanno lasciato al nostro patrimonio culturale, artistico, politico. E chiude la sua nobile fatica con una serena disamina di tutta l'opera del Nievo per porla su quel piedistallo che le spetta nella Storia del nostro
Risorgimento.
E. PASSAMONTI
OPUSCOLI ED ESTRATTI
ANNALI 1700 - V. n. 9. 1783 - V. n. 15. 1840-50 - M'm 27. 1844-48 - V. n. 25. 1848 - V. n. 16. 1860 - V. n. 29. 1860-64 - V. n. 6.
BELGIOIOSO TRIVULZIO (CRISTINA). 1. D, BIÀNDRÀ rfBECCHI, La avara* Principessa di Belgioioso, estr. da La Vita Italiana. Roma, novembre 1936, pp> 15. Traendo lo spunto dal libro del Malvezzi sulla principessa di Belgioioso, l'A. espone, in efficace sintesi, la vita della gentildonna lombarda fino al 1832.