Rassegna storica del Risorgimento

RIMINI
anno <1914>   pagina <250>
immagine non disponibile

250
Girolamo Bottoni
gìarvi le nuove truppe,1 il cui arrivo aveva messo un sordo ma­lumore tra i liberali, i quali, poco dopo Pavemaria del giorno stesso si radunavano in 40 circa sulla piazza Fontana (ora Cavour) mal­grado fossero prossimi i due quartieri della Linea pontificia e della Guardia urbana, di recente istituita. Di qui, marciando a due a due, dapprima in silenzio, e poi gridando viva V Italia e la libertà sempre ingrossando di numero, cominciarono a percorrere la città.* Aumentati fino a 300 pensarono di sfilare dinanzi al palazzo del colonnello Bentivoglio, comandante la guarnigione.3 Questi impau­ritosi della clamorosa, quanto pacifica dimostrazione, scaricò dalla finestra sopra il popolo due pistolettate, al cui rimbombo, il cor­teo de' dimostranti si fermo, titubò, in gran parte si sbandò j ma i più coraggiosi infieriti per l'atto vile del colonnello gridarono ai-l'armi all'armi, inveendo contro di lui. Allora le sentinelle e altri 5 sol­dati del corpo di guardia scaricarono i loro fucili sui liberali di cui quattro caddero feriti leggermente4 e uno mortalmente, certo Fe­derici figlio di un pescivendolo.5 Si sbandarono i dimostranti e mez­z'ora dopo uscivano 60 dragoni divisi in quattro o cinque pattu­glie disperdendo gli ultimi liberali che a croccili, nelle vie più. re­mote della città, commentavano il fatto cruento. Eimini fu posta immediatamente in istato d'assedio e la guardia urbana, per timore che facesse causa comune coi dimostranti, fu licenziata. Il Benti-voglio, dopo essersi consultato col Battagline, faceva entrare in città 400 soldati di fanteria, 100 dragoni a cavallo, 70 cannonieri
1 Protoc. dell'Amm. MI Qamb. tòt., 10 luglio.
8 H GIANGI, (p, 70. /.) insinua chea questi giovano t'ti fosse stato pagato del vino da qualche capoccia facoltoso.
8 H GIAXGI, a questo punto scrive (70 t): si dice che le sentinelle del portone Scardi (palazzo dove abitava il Bentivoglio) gridassero LI ohi iva per tre. volte... a cui non fu posto mente continuando il chiasso, e che pure il Colonnello dalla finestra intimasse la stessa domanda senza effetti ; (questa parte non è verificata ma ciò che segue è certo) . Però lo stesso GIANGI più, oltre (74 t.) ricorda/ ohe è stata rinvenuta una stampa la quale fa conoscere ai po­poli di Romagna véfidiùatAtmte il fatto succeduto la sera del 10 . Questa stampa non può essere che la supplica in nome della Romagna al Papa del 17 luglio, nella quale si prova che l'aggressione fu proditoria.
* Bassi, Pagliarani, PatrignauA od un quarto di cui non mi fu dato trovare il nome.
* Il Federici moriva il 21 agosto ; sentendo approssimarsi l'ultima sua ora volle dall'ospedale-essere portato a casa, e fu esaudito. GIANGI, 91 t.