Rassegna storica del Risorgimento
anno
<
1937
>
pagina
<
154
>
154
Vita dell'Istituto
La relazione del Presidente 5 stala accolla da un cordiale applauso.
U Consultore conte doti. Emilio Nasulli lui tenuto la prima relazione sul tema: Piacenza Primogenita - Là prima missione ufficiale per l'unione al Piemonte (28 marzo 1848). Si riferisce ad un importante documento da lui rintracciato presso la biblioteca comunale riguardante la relazione fatta al Governo Provvisorio dai due delegati avv. Pietro Gioia e marchese Gian Battista Landì intorno all'incontro avvenuto in Voghera il 29 marzo 1848, presso il Quartiere Generale con Re Carlo Alberto, dove gli stessi delegati ebbero a porgere al Re la piena adesione della città nostra al Piemonte.
Su questa missione elio finora anche per mancanza di documenti era stata posta in iscarso rilievo dagli storici, il Nassalli Rocca si è soffermato dimostrandone l'importanza come il primo atto ufficiale di una città italiana, di adesione al Piemonte mentre le altre città ancora esitavano e tendevano all'autonomia e al federalismo. Questa missione ebbe lo scopo di preparare politicamente il plebiscito che venne iniziato pochi giorni dopo e si concluse nei primissimi giorni del maggio 1848 e fu proclamato il 10 maggio mentre i plebisciti di annessione delle altre città italiane seguirono circa un mese dopo quello di Piacenza.
In questa relazione è detto che il Re accolse i piacentini con grande entusiasmo e li assicurò del suo aiuto: i due delegati ebbero una impressióne favorevolissima del Re e dell'udienza e incitarono i loro concittadini a proseguire sulla via che, scortando soluzioni effimere, preludesse a quella sicura decisione dell'annessione al Piemonte, dalla quale si giunse poi all'unità nazionale.
Lo stesso giorno dell'udienza, infatti, il Re varcava il Ticino e iniziava la prima guerra dell'indipendenza. Con il suo gesto precursore Piacenza aveva intanto acquistato il diritto di dirsi Primogenita, titolo che le sarebbe stato confermato più tardi, il 14 maggio nel Quartiere Generale di Sommacompagna.
Il Nasalli ha aggiunto ancora che per un Decreto del 1898 in occasione del Cinquantenario d'Italia, S. M. Umberto I ebbe ad istituire l'assegnazione di medaglie d'oro a quelle città che si fossero distinte durante la guerra dell'Indipendenza. Parecchie città furono decorate, ed alcune' con motivazioni assai modeste. Ritiene che Piacenza per quest'atto generoso e fervoroso cne le valse il titolo di Primogenita ben abbia meritato di fregiarsi di medaglia d'oro di benemerenza della Patria, e propone ne venga fatta domanda opportunamente documentata.
Vivi applausi hanno salutato la relazione del Naselli e la proposta è stata accolta con entusiasmo dai presenti. Il Presidente ha dichiarato che se ne farà senza altro iniziatore a nome della Sezione contando sull'appoggio che non può mancete delle autorità cittadine.
II Consultore cav-. Emilio Ottolenghi ha fatto seguire la seconda relazione riguardante Inizi del Risorgimento in Piacenza .
Egli ha trattato, attraverso i diversi spunti che lasearsa documentazione offre, dei primissimi elementi che costituiscono, le azioni iniziali del movimento patriottico del Risorgimento in Piacenza, risalendo al lontano 1815 con gli scritti sediziosi di eerto Paolo Robosi fino a scendere al 1821 sulla vita di preparazione che si andava svolgendo presso il Casino di Lettura ad opera particolarmente di Pietro Giordani. Tratti rapidi, fiammate scintillanti e ardenti che dovevano poi alimentare il tributo generoso che la città ha dato fin dal primo squillo per il grande movimento d'indipendenza e unità d'Italia che si fregia tra l'altro del nome del grande patriota Medoro
Savini.
Anche l'esposizione dell'Ottolenghi ha conseguito il tributo di cordiali applausi, ed il Podestà ha dato assicurazione che al nome di Medoro Savini dedicherà la strada che corre dietro il nuovo Palazzo delle Assicurazioni, cosi che i piacentini abbiano più vivamente a ricordare il grande patriota .