Rassegna storica del Risorgimento
LEOPARDI GIACOMO
anno
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1937
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pagina
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1549
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POLITICA DI LEOPARDI H
27 Marzo 1819. Il marchese Carlo Antici scrive al conte Monaldo Leopardi suo cognato: a... Anco Giacomo cui con lealtà feci conoscere quanto meglio impiegarebbe i suoi talenti scrivendo con eloquente prosa sui bisogni del tempo, piuttosto che far risuonare in versi i ripetuti lai sulla supposta degradazione d'Italia, se n'è mostrato pienamente convinto .
Pochi mesi prima il giovane poeta ha dato alle stampe la Canzone aWItàlia e il carme Per il monumento a Dante; le due liriche sono tutte pervase da un soffio ardentissimo d'italianità che neanche una certa rettorica classicheggiante è riuscita a soffocare; e il marchese Antici che ha in comune col cognato Podio alle idee nuove, al defunto regime napoleonico e alla Carboneria, ben a ragione se ne scandalizza, almeno dal suo punto di vista.
Probabilmente, avvezzo com'è al rispetto verso i suoi maggiori, Giacomo ha ascoltato con paziente sopportazione i predicozzi dello zio; e questi, da psicologo poco accorto, ai illude di averlo convinto.
Si è discusso a lungo e si discute tuttora per stabilire quali fattori abbiano determinato nel giovine recanatese il risveglio di quei sentimenti patriottici espressi nelle due canzoni: sentimenti in pieno contrasto col credo politico di casa Leopardi. Molti ritengono che questo atteggiamento del poeta sia dovuto all'influenza di Pietro Giordani con cui egli è in rapporti di amicizia fino dal 1817, e che nel 1818 ha anche trascorso alcuni giorni a Recanati. Taluno sostiene che il patriottismo del Leopardi si sarebbe risvegliato in seguito a un tentativo d'insurrezione carbonara svoltosi a Macerata nel giugno 1817 e ferocemente represso dalla polizia pontificia. Altri ancora affermano che il contrasto fra le idee politiche di Giacomo e quelle del suo ambiente famigliare non sia dovuto a