Rassegna storica del Risorgimento
LEOPARDI GIACOMO
anno
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1937
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pagina
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1550
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1550
Giacomo Lumbroso
cause esterne: solo attraverso gli studi, la meditazione, la lettura dei classici e dei filosofi antichi, il giovine sarebbe giunto al suo nuovo atteggiamento spirituale.
Vi sarà probabilmente un fondo di verità in ognuna di queste ipotesi; ma Pultirria è quella che mi sembra abbia un maggior valore.
In Leopardi vi è infatti una continua rispondenza fra filosofìa e politica; e il suo pensiero politico, sebbene la più recente critica leopardiana tenda a negarlo, si evolve di pari passo coll'evolversi della sua dottrina sulla Natura e sui destini dell'umanità. Come dice il Giusso nella sua monografia su Leopardi e lo Zibaldone, non si può intendere appieno la prima ideologia leopardiana se non la si sprofonda nel suo naturale terreno di origine, cioè nel Settecento francese .
Staccatosi ormai dall'ortodossia cattolica, il Leopardi è ancora un credente; e la sua posizione spirituale può fissarsi neU'inuminismo teistico di cui fu banditore Gian Giacomo Rousseau. Dal ginevrino il poeta ha tolto inoltre il culto per la Natura e l'illusione che lo stato presociale rappresenti il periodo aureo dell'umanità.
Nei salotti francesi del secolo precedente, l'infatuazione per il selvaggio , per l'essere primitivo, per la creatura non ancora guasta e corrotta dalla civiltà, era divenuta una forma di snobismo, come si direbbe in gergo moderno. Con ben altra forza d'ingegno, il Nostro condivide quegli entusiasmi: basti pensare all'idilliaca descrizione ch'egli ci traccia delle vaste californie selve nel suo Inno ai Patriarchi. E non si tratta solo di una fantasia poetica, ma di un convincimento radicato e profondo. Per meglio rendercene conto, sfogliamo lo Zibaldone,
La eausa originaria e continua della infelicità umana è la società , annota il Nostro nel 1823, L'uomo secondo la natura sarebbe vissuto isolato e fuor della società. Dunque se l'uomo vivesse secondo natura sarebbe felice .