Rassegna storica del Risorgimento

LEOPARDI GIACOMO
anno <1937>   pagina <1556>
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1556
Giacomo Lumbroso
ha modo di manifestare il suo disperato pessimismo. Tutti ne conoscono l'argomento : il poeta che ahita coli9 amico Ranieri nei pressi di Napoli, ha scorto una ginestra fiorita sulle pendici del Vesuvio: sola traccia di vita in quel deserto ove pure un giorno sorsero ville suntuose e città fiorenti. È bastata l'eruzione del vulcano a distruggere tutto in poche ore, come una mela fradicia caduta da un ramo basta a seminare la morte e il terrore in una tribù di formiche. Un sussulto della terra è sufficiente così ad annientare l'opera di secoli e secoli; e con tutto questo vi è chi ciancia della potenza dell'uomo, ed assi­cura ch'egli è riuscito a dominare la natura, mentre lo stesso globo in cui abitiamo non è che un punto infinitesimale in paragone all'universo. Questa debolezza dei mortali di fronte a una natura indifferente, anzi ostile rende necessario il vivere in società e impone agli uomini una solidarietà universale che varchi ogni confine e ogni barriera.
Siamo così agli antipodi dalla prima concezione leopardiana: l'ordinamento politico migliore non è più quello che maggior­mente si avvicina allo stato di natura; anzi, è proprio contro le insidie naturali che la società deve difendere gli uomini. Al suo entusiasmo per le antiche repubbliche di piccolo territorio, animate da un patriottismo intransigente ed aggressivo, il Leopardi contrappone ora un vago cosmopolitismo, un'aspira­zione confusa verso uno Stato universale o per lo meno una confederazione di Stati che escluda nell'avvenire ogni pericolo di guerre.
La Ginestra è del 1836, ma i pensieri che il poeta vi esprime rappresentano un logico corollario di quella concezione pes­simistica del mondo e della Natura che risale al tempo delle Operette Morali, Infatti, assai prima di metter mano a quella lirica sconsolata, il Leopardi aveva posto in rilievo l'assurdità degli uomini che escogitano sempre nuovi strumenti da guerra e di morte, mentre se mai sarebbe logico aguzzare gl'ingegni per meglio difenderci contro la Natura, nemica comune di